— «O nobile Romano!» — continuò Ben Hur — «dammi un po' di fede, rischiara la densa oscurità ch'è scesa su di me!» —

Arrio camminò pensieroso sul ponte.

— «Fosti condannato in giudizio?» — chiese improvvisamente.

— «No.» —

Il Romano alzò la mano, stupito.

— «Nessun giudizio, nessun testimonio! Chi ti condannò?» —

Ricordiamo che il culto della giustizia presso i Romani fu fortissimo appunto nel periodo della loro decadenza.

— «Mi legarono, e mi trascinarono in una prigione della Torre. Non vidi nessuno. Nessuno mi parlò. Il giorno dopo mi portarono sulla riva del mare. Sono stato un galeotto da allora in poi.» —

— «Che cosa avresti potuto provare in tua discolpa?» —

— «Ero un ragazzo troppo giovane per esser cospiratore. Grato mi era sconosciuto. Se io voleva assassinarlo, quello non era il momento o il luogo. Cavalcava di pieno giorno in mezzo a una legione; la fuga sarebbe stata impossibile. Io apparteneva ad una famiglia fedele amica di Roma. Mio padre godeva l'affetto di Augusto. Eravamo ricchi, e la rovina certa, per me, per mia madre e mia sorella. Finalmente la legge, che per un figlio d'Israele è come l'aria per i polmoni, mi avrebbe arrestato la mano, se avessi avuto tale intento. Non ero pazzo. La morte era preferibile alla vergogna, e, credimi, lo è ancora oggi.» —