— «E che animo!» — il tribuno rispose. «Per Pol! Egli lavora meglio senza i ferri. Non mettiglieli più.» —

Così dicendo si adagiò nuovamente sopra il suo letto.

La nave continuava ad avanzare, spinta dai soli remi, attraverso l'onde appena increspate dal vento. Tutto l'equipaggio, tranne le sentinelle, dormiva: Arrio nella sua cabina, i soldati sopra il pavimento.

Una volta, due volte, s'era fatto lo scambio dei rematori, ma Ben Hur non poteva dormire. Tre anni di tenebre ed ora un filo di luce finalmente! Naufrago già sbattuto dalle onde ed ora in vista di un porto! Come un morto che si sveglia improvvisamente alla vita, sentiva in sè tutto il fremito e i brividi della resurrezione. Non era questo il momento di dormire. La speranza del futuro fa dimenticare le suggestioni e gli impulsi che vengono dal presente e dal passato. Partendo dal favore del tribuno, essa lo trascinava per vie fiorite verso orizzonti di porpora e d'oro. Le sofferenze ricompensate; restaurata la sua casa e la fortuna della famiglia; la madre e la sorella strette nuovamente fra le sue braccia, — queste erano le sue idee su cui si imperniavano le sue splendide fantasticherie. Le visioni che la speranza gli dettava, non erano amareggiate da alcun dubbio. Esse esistevano veramente per lui, assumevano tutta la consistenza di cose vere, riempiendo il suo petto di una gioia così profonda, così perfetta, da non lasciare alcun posto a pensieri di vendetta. Messala, Grato, Roma e tutte le tristi memorie che ad essi si connettevano, erano spariti per lui, come cose morte, — miasmi della terra sopra i quali egli s'innalzava leggiero e sicuro, ascoltando il canto delle stelle.

La profonda oscurità che precede l'alba avviluppava le acque e l'Astraea continuava la sua rotta, quando una sentinella, scendendo rapidamente dal ponte, si avvicinò ad Arrio e lo destò. Il tribuno balzò in piedi, indossò l'elmo, la spada e lo scudo e andò dal capo dei soldati.

— «I pirati sono vicini. Affrettatevi!» — egli disse, e, con passo fermo e confidente, salì, per le scale, sul ponte.

CAPITOLO V.

Tutto l'equipaggio era desto e si preparava al combattimento. Gli ufficiali erano al loro posto. I soldati avevano impugnate le armi e munivano i baluardi, in doppia fila, come i legionarî. Casse di giavellotti e faretre piene di freccie erano ammucchiate sul ponte. Presso al boccaporto centrale erano disposti serbatoi d'olio, e proiettili incandescenti, pronti ad essere lanciati sopra il nemico. Altri fanali furono accesi; apprestate secchie d'acqua per servire in caso d'incendio. I rematori di ricambio stavano schierati davanti al capo ed erano custoditi da alcune guardie. Ben Hur, che fortunatamente si trovava fra essi, tendeva l'orecchio al rumore degli ultimi preparativi e vedeva i marinai che ammainavano le vele, spiegavano le reti, caricavano le macchine, e appendevano gli scudi di cuoio ai parapetti della nave. Quindi un profondo silenzio si fece sulla galera, un silenzio pieno di incerta paura e di attesa.

Un ordine fu dato sul ponte e comunicato attraverso un boccaporto al capo degli schiavi. I remi si arrestarono di colpo.

Che cosa significava ciò?