I. Ascolta il mormorìo dei ruscelli e non temere la pioggia delle fontane. Così le naiadi impareranno ad amarti.
II. Zeffiro ed Austro sono le brezze amiche di Dafne; gentili riformatrici della vita esse ti preparano infinite dolcezze. Quand'Euro soffia, Diana è a caccia; se Borea sibila, nasconditi, perchè Apollo è corrucciato.
III. Le ombre del Bosco sono tue di giorno: di notte appartengono a Pane ed alle sue Driadi. Non turbarle.
IV. Cibati parcamente del loto lungo le sponde dei rivi, se non vuoi perdere la memoria, il che equivale a diventare figlio di Dafne.
V. Non toccare il ragno che tesse. È Aracne che lavora per Minerva.
VI. Vuoi tu contemplare le lacrime di Dafne? Strappa un germoglio da un ramoscello di lauro, e morrai.
— «Sta in guardia!
Fermati e sii felice.» —
Ben Hur lasciò la cura d'interpretare il mistico avviso ad altri che facevano ressa intorno a lui, e si ritrasse nell'istante stesso in cui si avvicinava il toro bianco.
Il fanciullo sedeva sulla cesta seguito da una processione; dietro a questa veniva la donna colle capre e dietro a lei i suonatori di flauto e tamburelli, con un'altra processione di apportatori d'offerte.