— «Se lo avessi ucciso lo avrei messo nell'impossibilità di servirmi. La morte costudisce un segreto più gelosamente della coscienza d'un Romano.» —
L'uomo cui incombeva la vendetta di sì atroci offese e che nondimeno sapeva padroneggiare se stesso al punto di rinunciare all'occasione che gli si era presentato di compierla, doveva aver gran fiducia nel proprio avvenire, oppure covava un piano migliore: — pertanto i pensieri di Malluch presero un nuovo indirizzo. Egli cessò da quel momento d'essere unicamente l'agente d'una terza persona e si sentì attratto verso Ben Hur per conto proprio. In altre parole Malluch si predisponeva a servirlo di tutto cuore per l'ammirazione che Ben Hur gl'ispirava.
Dopo una breve pausa, Ben Hur riprese:
— «Non voglio togliergli la vita, buon Malluch; — contro una tale misura estrema lo garantisce per ora il segreto che egli chiude nella nera sua anima; ma so un modo di punirlo, e se tu vuoi aiutarmi, mi ci proverò.» —
— «Egli è Romano,» — rispose Malluch senza esitare, — «ed io sono della tribù di Giuda. T'aiuterò. Se vuoi da me un giuramento, prescrivimelo pure nella forma che a te sembri più solenne.» —
— «Dammi la tua mano; questo mi basta.» —
Scambiata la stretta di mano Ben Hur, con un senso di sollievo, proseguì: — «Ciò ch'io vorrei da te, mio buon amico, non è cosa difficile nè tale da turbarti la coscienza. Proseguiamo il nostro cammino.» —
Presero la via che a destra conduceva attraverso il prato cui fu già accennato nella breve descrizione precedente l'arrivo alla fontana. Dopo qualche istante Ben Hur ricominciò:
— «Conosci tu lo sceicco Ilderim il Generoso?» —
— «Sì.» —