— «Potrebbe esservi alcunchè di meglio ordinato? di più chiaramente divino?» — esclamarono ad una voce.

Balthasar continuò:

— «Quando avremo trovato il Signore, o fratelli, tutte le generazioni venture s'inginocchieranno a lui in segno di omaggio, imitandoci. E quando ci divideremo, per andar ognuno per la nostra via, il mondo avrà imparato una nuova dottrina — e cioè che il Paradiso può esser meritato non solo colla spada, non solo colla saggezza umana, ma bensì colla Fede, coll'Amore, colle Opere Buone.» —

Vi fu un silenzio interrotto da sospiri e santificato con lagrime poichè la gioia che li riempiva tutti era ineffabile.

Le loro mani si disgiunsero ed insieme si protesero fuor della tenda. Il deserto era calmo come il cielo. Il sole tramontava rapidamente. I cammelli dormivano. Poco dopo la tenda fu levata, e gli avanzi dei viveri rimessi nelle casse; gli amici montarono in sella e s'avviarono in fila diretti dall'Egiziano. Il loro cammino nella rigida notte era rivolto all'occidente. I cammelli camminavano a trotto sicuro mantenendo le distanze e la linea retta così esattamente che quelli che seguivano parevano camminare sulle orme del capo. I cavalieri non parlarono una sol volta durante il tragitto.

A poco a poco spuntò la luna. E mentre le tre bianche ed alte figure avanzavano a passo silenzioso, sembravano, alla luce d'opale, spettri in fuga dinanzi ad ombre odiose. Tutto ad un tratto, nell'aria, avanti a loro, sulla cima di una bianca collina, scintillò una fiamma sottile; mentre la guardavano l'apparizione si mutò in un fuoco di un immenso splendore. I loro cuori batterono forte; le loro anime fremettero; essi gridarono ad una voce sola:

— «La stella! La stella! Iddio è con noi!» —

CAPITOLO VI.

Ad oriente, nelle mura di Gerusalemme, si trovano le porte di Betlemme e di Joppa. Il recinto che le circonda è uno dei posti più importanti della città. Molto prima che Davide aspirasse a Sion, si trovava in quel posto una cittadella. Quando il figlio di Jesse scacciò Jebusite, e cominciò a fabbricare, la cittadella divenne l'estremità nord-ovest della nuova mura, difese da una torre più imponente di quella antica. Tanto il campo come la porta, non di meno, non furon toccati, per la ragione che le strade le quali s'incontravano e si dividevano davanti ad essi non potevan essere trasportate a nessun altro punto, mentre il recinto che le circondava era diventato un vero centro di mercato. Ai tempi di Salomone v'era in quella località gran traffico dovuto in parte ai commercianti Egiziani e ai ricchi negozianti di Tiro e di Sidone. Sono passati quasi tremila anni; eppure ancor oggi v'esistono traccie di commercio. Un pellegrino in cerca di merce non ha che a rivolgersi alla porta di Joppa. Qualche volta la scena riesce assai animata e fa pensare che cosa dev'esser stato questo sito ai giorni di Erode il Costruttore. Il lettore deve trasportarsi col pensiero a quei tempi, e a quel mercato.

Secondo il Calendario degli Ebrei l'incontro degli uomini saggi, descritto nei capitoli precedenti, ebbe luogo nel pomeriggio del 25º giorno del terzo mese dell'anno, cioè il 25 di dicembre; l'anno era il secondo della 193.ma Olimpiade o il 747 di Roma, il 67º di Erode il Grande, ed il 35º anno del suo regno; il quarto prima dell'Era Cristiana. L'ora del giorno, secondo il costume giudaico cominciava col sole, la prima ora essendo la prima dopo il levar del sole; così, per esser precisi, il mercato di Joppa, durante la prima ora del giorno, era molto animato. Le porte massiccie eran state aperte fino dall'alba.