— «Oggi stesso. Domani i suoi cavalli potrebbero essere già affidati ad altri.» —

— «Ti piacciono tanto?» —

Ben Hur rispose con entusiasmo: — «Li vidi dal podio per un solo istante, poichè subito sopraggiunse Messala, e non potei più veder altro, ma quello sguardo mi bastò per riconoscerli d'un sangue che è la meraviglia e la gloria del deserto. Non vidi esemplari di quella razza fuorchè nelle stalle di Cesare, ma, veduti una volta, si riconoscono sempre. Se domani per esempio t'incontrassi, Malluch, quantunque tu non mi salutassi, io ti riconoscerei al tuo viso, alla tua figura, ai tuoi modi. Ebbene, colla stessa certezza ed alli stessi segni io riconoscerei quei cavalli. Se è vero la metà di quanto si dice di loro e io riesca a piegarli alla mia volontà, potrò...» —

— «Vincere i sesterzi?» — interrogò Malluch ridendo.» —

— «No,» — rispose vivamente Ben Hur, — «farò quello che meglio s'addice ad un figlio di Giacobbe: umilierò il mio nemico in pubblico. Ma, soggiunse impaziente, noi perdiamo tempo. In qual modo possiamo con tutta sollecitudine raggiungere la tenda dello sceicco?» —

Malluch riflettè un momento.

— «Il meglio si è d'andar diritto al villaggio che fortunatamente è qui vicino; se possiamo trovare due buoni cammelli non avremo che un'ora di viaggio.» —

— «Andiamo dunque.» —

Il villaggio era formato da palazzi circondati da giardini, con qua e là dei Khan, o alberghi, principeschi. Non fu difficile trovare due dromedarii, e, montati su di essi, i due Ebrei s'avviarono alla volta dell'Orto delle Palme.

CAPITOLO X.