— «Secondo questa norma, sceicco, io vivrò cento anni. Sono un lupo affamato» — rispose Ben Hur.
— «Ebbene, non ti scacceremo come un lupo. Ti daremo il più tenero boccone del gregge.» —
Ilderim battè le mani.
— «Cerca lo straniero nella tenda degli ospiti, e digli che io, Ilderim, gli auguro che la sua pace sia eterna come lo scorrere delle acque.» — Il servitore si inchinò.
— «Digli ancora» — continuò lo sceicco, — «che ho condotto un amico, e che se Balthasar il Saggio vuol dividere il nostro pane, esso basterà per tre, e ancora ne rimarrà per gli uccelli del bosco.» —
Il servitore uscì.
— «Ed ora riposiamoci.» —
Ilderim si accovacciò sul divano incrociando le gambe sotto di sè; poi chiese con gravità: — «Tu sei mio ospite, e stai per assaggiare il mio sale; quindi mi perdonerai la domanda: Chi sei tu?» —
— «Sceicco Ilderim,» — disse Ben Hur, sopportando con calma lo sguardo scrutatore dell'altro, — «non credere che io voglia scherzare con la tua giusta richiesta, ma dimmi, non vi fu mai un tempo nella tua vita in cui il rispondere a una simile domanda sarebbe stato per te un delitto?» —
— «Per lo splendore di Salomone, sì» — rispose Ilderim. — «Il tradire se stessi è talora maggior delitto che non il tradimento della propria tribù.» —