— «Io ti ringrazio buon sceicco!» — esclamò Ben Hur. — «La tua risposta mi rivela che tu cercavi di garantirti contro le pretese di un ignoto, e non già di indagare le vicende della mia povera vita.» —

Lo sceicco s'inchinò e Ben Hur proseguì:

— «In primo luogo io non sono Romano, come il mio nome parrebbe indicare.» —

Ilderim afferrò la sua barba con ambe le mani e fissò il suo compagno con gli occhi scintillanti argutamente sotto le ciglie contratte.

— «In secondo luogo» — continuò Ben Hur, — «io sono Ebreo, della tribù di Giuda.» —

La sceicco alzò un poco le ciglia.

— «E non basta. Sceicco, io sono un Ebreo, a cui i Romani hanno fatto un torto, a petto del quale il tuo è un dispetto da fanciulli.» —

Il vecchio si tirava la barba con velocità nervosa, e gli occhi sembravano chiusi.

— «Ancora: io giuro a te, Ilderim sceicco, io giuro sul Patto che Dio strinse coi miei padri, che se tu mi darai la vendetta che io cerco, l'oro e la gloria saranno interamente per te.» —

Ilderim aperse gli occhi, sollevò la testa, sorrise. La soddisfazione gli si leggeva in ogni tratto del volto.