La disillusione era scolpita Sul volto di Ben Hur — il suo capo si chinò, ma, quantunque non fosse convinto, non si trovò capace di combattere l'opinione dell'Egiziano. Per Ilderim fu un'altra cosa.

— «Per lo splendore di Dio!» — egli gridò impulsivamente, — «Il cammino del mondo è prestabilito, e non può essere mutato. In ogni comunione di individui vi deve essere un capo visibile, rivestito di piena autorità, altrimenti ogni riforma è vana.» —

Balthasar rispose con gravità.

— «La tua sapienza, buon sceicco, è mondana; e tu dimentichi che appunto dagli errori del mondo noi dobbiamo essere redenti. L'uomo, quale soggetto, obbedisca ai suoi Re; ma l'anima e la salvezza sua appartengono a Dio.» —

Ilderim, tacque, e scosse il capo. Ben Hur continuò per lui.

— «Padre, se così ti posso chiamare» — egli disse. — «Di chi chiedesti alle porte di Gerusalemme?» —

Lo sceicco gli rivolse uno sguardo riconoscente.

— «Mi fu ordinato di domandare al popolo,» — disse Balthasar tranquillamente — «dove è quegli che è nato Re degli Ebrei?» —

— «E tu lo vedesti nella caverna presso Betlemme?» —

— «Lo vedemmo, lo adorammo, e ciascuno di noi gli diede regali, Melchiorre, oro; Gaspare, incenso; ed io, mirra.» —