Ilderim non udì.

— «Ancora Simonide!» — disse Ben Hur con amarezza — «Simonide qui, Simonide lì, ora dalla bocca di uno, ora dalla bocca di un altro. Questo servo di mio padre non vuol dunque lasciarmi in pace più mai? Ma egli è ricco, e in ciò almeno è più sapiente dell'Egiziano. Ah, pel sacro Patto! non è all'uomo che tradì la fede che un suo simile ha riposto in lui, che io andrò a cercare conforto! Ma ascolta! un canto! — è la voce di una donna, o di un angelo? Si avvicina.» —

Dal lago, nella direzione del dovar, venivano le note di una canzone. La voce melodiosa correva lungo l'acque e fra i tronchi delle palme; presto si distinse il tuffo di remi, muoventisi in ritmo lento; poi si udirono le parole — parole in lingua greca purissima, l'idioma che meglio di ogni altro linguaggio di quel tempo si prestava all'espressione degli affetti.

IL LAMENTO (dall'Egiziano).

O terra profumata di mistero

Oltre il Sirìaco mare,

O quando sarà dato al mio pensiero

Poterti rimirare?

Sussurrano le palme esili al vento

Di Memfi alle ruine,