— «Simonide!» — esclamò l'Arabo. — «Ah! sta bene. Che Abaddon uccida tutti i suoi nemici!» —
— «Egli mi commise di augurarti in primo luogo la pace del Signore,» — continuò Malluch; — «e poi di darti questo dispaccio, con preghiera che tu lo legga immediatamente.» —
Ilderim, senza muoversi dal posto, ruppe il suggello del plico consegnatogli, e da un involto tolse due lettere che cominciò a leggere.
SIMONIDE ALLO SCEICCO ILDERIM.
«O amico!
In primo luogo sta certo che occupi sempre un posto nel mio cuore. Poi prestami attenzione.
Vi è attualmente nel tuo dovar un giovine di nobile aspetto, che dicono sia figlio di Arrio; e tale egli è in verità per via di adozione.
Egli è assai caro a me.
La storia della sua vita è meravigliosa, ed io te la racconterò, se verrai da me oggi o domani. Ho pure bisogno dei tuoi consigli.
Frattanto asseconda tutti i suoi desiderii purchè non vadano contro la legge e l'onore. Se avesse bisogno di danari, rispondo io.