— «Non è mia figlia» — replicò Giuseppe.
La curiosità del Rabbi era aumentata; accortosene il Nazareno si affrettò a soggiungere.
— «Essa è figlia di Ioachim e d'Anna di Betlemme dei quali avrete almeno udito parlare, poichè erano gente di gran fama.» —
«Sì, — rimarcò il Rabbi rispettoso — ne ho udito parlare. Erano discendenti in linea retta da Davide e li conobbi, assai bene.» —
— «Ebbene ora sono morti» — procedette il Nazareno. «Morirono a Nazareth. Ioachim non era ricco, pure lasciò una casa e un giardino da dividersi tra le sue figlie, Marianna e Maria. Queste è una delle due figlie, e per salvare la sua parte di proprietà, la legge l'obbligò a sposare un prossimo parente. Adesso essa è mia moglie.» —
— «E voi eravate suo parente?» —
— «Ero suo zio.» —
— «Comprendo. E siccome siete nati a Betlemme così Cesare vi obbliga a condurre colà vostra moglie per computarla tra le persone tassabili.» —
Il Rabbi giunse le mani e guardò sdegnosamente il cielo esclamando:
— «Il Dio d'Israele vive ancora! La vendetta è sua!» —