Da vari fogli lesse le seguenti cifre, che rendiamo, omettendo le frazioni:

Crediti:
Navi 60 talenti
Merci nei magazzeni 110 »
Carichi di transito 35 »
Cammelli, cavalli, ecc. 20 »
Magazzini 10 »
Cambiali 54 »
Contanti 254 »
——
Totale 553 talenti

— «Aggiungi a questi, e ai cinquecento cinquantatre talenti guadagnati, il capitale originale ricevuto da tuo padre, tu hai SEICENTO SETTANTATRE TALENTI! — tutti tuoi, che ti fanno, o figlio di Hur, il suddito più ricco della terra.» —

Egli prese i papiri dalle mani di Ester, tranne uno, e li porse a Ben Hur.

L'orgoglio che traspariva da quel gesto, non offendeva; poteva derivare dal sentimento del proprio dovere ben compiuto, o riguardare unicamente Ben Hur.

— «Ed ora non v'è nulla» — egli aggiunse, abbassando la voce, ma non gli occhi — «ora non v'è nulla che tu non possa fare.» —

Il momento era solenne. Simonide tornò ad incrociare le braccia sul petto. Ester era ansiosa. Ilderim si lisciava la barba nervosamente. Una fortuna che giunga improvvisa è la prova di fuoco del carattere umano.

Prendendo il rotolo, Ben Hur si alzò, lottando con la sua emozione.

— «Tutto ciò è come una luce del cielo, mandata a dissipare le tenebre di una notte che io credeva dovesse durare eterna, tanto era lunga e priva d'ogni speranza» — egli disse con voce rauca. — «Io ringrazio il Signore, che non mi ha abbandonato, e poi te o Simonide; la tua fedeltà compensa la crudeltà di altri, e rivendica la natura umana. — «Non v'è nulla ch'io non possa fare:» — Sia così. Tu mi sei testimonio, sceicco Ilderim. Ascolta bene le mie parole, e ricordale; e tu pure, Ester, ottimo angelo di questo buon uomo, ascoltami.» —

Egli tese la mano col rotolo a Simonide.