— «Tutto ciò che queste carte contengono, navi, case, mercanzie, cammelli, cavalli, denaro, tutto io ti restituisco, o Simonide, confermandolo a te ed ai tuoi per sempre.» —
Ester sorrise fra le sue lagrime; Ilderim afferrò con ambe le mani la sua barba, mentre gli occhi gli luccicavano come carboni. Simonide soltanto rimase calmo.
— «Confermandole a te ed ai tuoi per sempre» — continuò Ben Hur — «con una eccezione e ad un patto.» —
I suoi ascoltatori trattennero il respiro per ascoltarlo meglio.
— «Tu dovrai restituirmi i centoventi talenti che appartenevano a mio padre.» —
Il volto di Ilderim si rasserenò.
— «E tu dovrai aiutarmi con tutte le tue forze e con tutti i tuoi beni nella ricerca di mia madre e di mia sorella.» —
Simonide era commosso. Porgendogli la mano, egli disse: — «Riconosco l'animo tuo, o figlio di Hur, e sono riconoscente al Signore d'avermi mandato un uomo come te. Come io ho servito tuo padre, così continuerò a servirti; ma non posso accettar le tue proposte generose.» —
Spiegando l'ultimo foglio continuò:
— «Tu non hai veduto tutto. Prendi questo e leggi — leggi ad alta voce.» —