— «Malluch!» — esclamò Ben Hur.
— «Chi è inchiodato come me alla sua poltrona, deve servirsi di molte mani se vuol muovere il mondo dal quale lo divide una così crudele barriera.
Io ho molte di queste mani, e Malluch è una delle migliori. E qualche volta,» — e rivolse uno sguardo riconoscente allo sceicco — «qualche volta mi rivolgo ad altri cuori generosi, come Ilderim, buono e coraggioso. Che egli ti dica se ti avevo ripudiato o dimenticato.» —
Ben Hur guardò l'Arabo.
— «Questi è colui che ti parlò di me, buon Ilderim.» —
Ilderim accennò di sì col capo, e i suoi occhietti scintillarono.
— «Come si può conoscere senza una prova, o mio padrone» — continuò Simonide, — «ciò che sia un uomo? Io ti ravvisai, per la somiglianza con tuo padre; ma non conosceva la tua indole e i tuoi costumi. V'è della gente per la quale le ricchezze sono una maledizione. Eri tu uno di questi esseri?
Io mandai Malluch per accertarmene, e vidi coi suoi occhi, e ascoltai con le sue orecchie. Non biasimarlo. Ciò che egli mi riferì era tutto in tuo favore.» —
— «Io non lo biasimo» — disse Ben Hur, cordialmente. — «Io approvo la tua saggezza.» —
— «Le tue parole mi sono gradite» — continuò il negoziante, — «gradite assai. La mia paura di un malinteso è cessata. Ed ora i fiumi scorrano per la loro via nella direzione che Dio indicherà!» —