Tutte e sei le quadrighe correvano per la strada più breve verso il medesimo punto; il muro; cedere sarebbe stato come rinunciare alla vittoria. E chi avrebbe deviato in mezzo a quella pazza carriera, con le grida della moltitudine che gli tuonavano nell'orecchio come il rombo del mare in burrasca?
Il trombettiere presso il direttore diede uno squillo poderoso. — A venti passi di distanza nessuno lo udì. Ma vedendo l'atto, i giudici di campo lasciarono cadere la corda a pena in tempo per evitare il cocchio di Messala, nell'abbassarla, e toccarono lo zoccolo del suo primo cavallo. L'impavido Romano, agitò il flagello, che si snodò sibilando nell'aria, allentò le redini, tese il corpo in avanti, e con un grido di trionfo conquistò il muro.
— «Giove è con noi! Giove è con noi!» — urlò tutta la fazione Romana, in un delirio di entusiasmo.
Alla voltata, la testa di leone, con cui terminava il mozzo della sua ruota, urtò la gamba anteriore del cavallo dell'Ateniese, gettando l'animale spaventato addosso al suo vicino di giogo. Entrambi vacillarono, s'impennarono. I custodi balzarono innanzi e li afferrarono per le briglie. Le migliaia di persone sulle gradinate trattennero il respiro, attente; solo dalla tribuna consolare continuavano le grida e il clamore.
— «Giove è con noi!» — urlò Druso.
— «Egli vince! Giove è con noi!» — echeggiarono i suoi compagni, vedendo Messala alla testa del gruppo.
Samballat, con le sue tavolette in mano, si rivolse a loro. Un frastuono, seguito da grida strazianti lo obbligò a guardare nuovamente nell'arena. Messala essendo passato, il Corinzio era il solo che rimanesse alla destra dell'Ateniese, e in quella direzione quest'ultimo cercò di piegare la sua quadriglia spaventata; proprio in quel momento sventura volle che la ruota del Bizantino, suo vicino di destra, incontrasse di fianco il suo cocchio sbalzando l'auriga per terra. Con un urlo di rabbia e di terrore il misero Cleante cadde sotto le zampe dei propri cavalli; orribile spettacolo davanti al quale Ester si coprì gli occhi.
Il Corinzio, il Bizantino, il Sidonio passarono avanti.
Samballat diede uno sguardo a Ben Hur, e si volse nuovamente a Druso e ai suoi compagni.
— «Cento sesterzi sopra l'Ebreo!» — esclamò.