— «Il perchè ne è chiaro» — disse il tribuno, e osservando il contegno degli amici e riflettendo che avrebbe fatto bene l'avere dei testimoni, soggiunse:

— «Salviamo quelle donne. Venite tutti.» —

Gesio era raggiante.

— «Bisognerà che foriamo la parete» — egli disse: — «Io potrei trovare il posto ove era la porta, ma essa è stata murata con pietre e calcina.» —

Il tribuno si fermò per dire al suo scrivano:

— «Manda degli uomini dietro a me cogli utensili necessari. Fa presto, e conserva la pianta che dev'essere corretta.» —

Poco dopo essi erano partiti alla volta del carcere.

CAPITOLO II.

Per comprendere quale fosse la vita della madre e della figlia durante questi otto anni dobbiamo rammentare la raffinatezza e la coltura dell'ambiente in cui erano abituate a vivere. Le condizioni ci sono piacevoli o dolorose a seconda delle nostre abitudini e delle nostre sensibilità. Non sarebbe un paradosso l'affermare che se avvenisse un improvviso esodo di tutti gli uomini dal mondo verso il Paradiso, tal quale com'è raffigurato dalla dottrina cristiana, esso non sarebbe un paradiso per i più, e, d'altra parte, le sofferenze dell'inferno non toccherebbero tutti con la medesima intensità. È appunto per dar un'idea adeguata delle torture morali che attendevano le due donne nel carcere della torre d'Antonia che noi, al principio del nostro racconto, ci siamo dilungati nel descrivere il palazzo dei Hur con tanta ricchezza di particolari, e la scena svoltasi tra Giuda e la madre sul terrazzo di esso. La compassione e la simpatia del lettore saranno tanto maggiori, quanto più astraendo dai semplici dolori fisici potrà immaginare i patimenti morali e intellettuali delle due donne. Ricordiamo il discorso tra madre e figlio, in cui essa gli parlava di Dio, del suo popolo prediletto, degli Eroi, ora con la dottrina di un filosofo, ora con l'ispirazione di un poeta, sempre però col cuore di madre; e in preda a tali pensieri scendiamo nella loro cella.

— «Una donna d'Israele qui sepolta con sua figlia. Aiutateci presto o morremo.» —