— «Io ti richiamerò i termini della nostra disputa» — disse Ben Hur con rispetto, — «tu eri dell'opinione ch'egli sarebbe un Re, ma non come lo è Cesare; e che la sua sovranità sarebbe spirituale, non del mondo.» —
— «Oh, sì,» — rispose l'Egiziano, — «e sono ancora della stessa opinione. Vedo la divergenza nella nostra fede. Tu credevi incontrare un Re degli uomini, io un Salvatore di anime.» —
Egli si fermò con l'espressione di chi tenta di raccogliere un pensiero troppo alto e troppo profondo per essere formulato a parole.
— «Lascia ch'io cerchi, o figlio di Hur,» — egli disse quindi, — «di aiutarti a comprendere chiaramente ciò che credo; e se mi riescirà di dimostrare la superiorità del regno spirituale sopra qualunque manifestazione dello splendore Cesareo, tu comprenderai meglio la ragione per cui m'interesso della persona misteriosa di cui andiamo in traccia.
Non posso dirvi quando l'idea dell'anima ebbe origine. È probabile che i nostri primi padri l'abbiano portata con loro dal paradiso dove dimorarono. Sappiamo però che questa idea non si è mai perduta interamente. Se in alcune epoche essa si offuscò e svanì, se in altre fu circondata di dubbî, Iddio continuò a mandarci, ad intervalli degli intelletti superiori che ci richiamavano alla fede e confermavano le nostre speranze.
Perchè dovrebbe esservi un'anima in ogni uomo? O figlio di Hur, considera per un momento come è necessaria e indispensabile tale credenza: Coricarsi, morire, e non essere più! A una tale fine l'uomo si è sempre ribellato; e non vi fu mai uomo che nell'intimo del suo cuore non abbia aspirato a qualcosa di più alto e di migliore. I grandi monumenti dell'Egitto e dell'Asia sono le grida di impotenza dei popoli contro l'oblìo della morte, e lo stesso si dica delle iscrizioni e delle statue; e così pure della storia. Il più grande dei nostri Re Egiziani fece scolpire la sua effigie in una collina di solida roccia. Ogni giorno egli si recava con un esercito di cocchi per esaminare il progresso del lavoro; finalmente fu terminato; mai vi fu effigie più bella, più fedele, più duratura. Non possiamo noi immaginarlo in quel momento dire, pieno d'orgoglio! «Venga ora la Morte; io non morrò interamente?» Il suo desiderio è stato appagato. La statua dura tuttora.
Ma è in questo modo che ci assicuriamo la vita futura? Vivere nella memoria degli uomini — una memoria vana come il chiaro di luna, che illumina la fronte della statua, — una storia in pietra — nulla di più! Nel frattempo che n'è divenuto del Re? Lassù nelle tombe reali giace un corpo imbalsamato che una volta era il suo, un'effigie non così bella come quella fuori nel deserto. Ma dov'è, o figlio di Hur, dov'è il Re medesimo? È forse caduto nel nulla? Duemila anni sono trascorsi dal giorno in cui egli era un uomo vivente, come tu ed io. L'ultimo suo respiro segnò la sua fine? L'affermarlo sarebbe bestemmiare Iddio. Accettiamo piuttosto la dottrina che ci promette la vera vita dopo morti — non un ricordo marmoreo, ma la vita con movimenti, sensazioni, intelligenza, vita eterna nella durata, sebbene possa essere varia nelle sue forme e nelle sue esplicazioni. Tu domandi qual'è questa dottrina? Iddio ci dona un anima alla nascita con questa semplice legge: — l'Immortalità si consegue solo pel tramite dell'anima.
Puoi tu pienamente comprendere il piacere che uno prova pensando ch'egli possiede un'anima? Quest'idea spoglia la morte dai suoi terrori, riducendola a un cambiamento in meglio. — Il corpo seppellito è come il seme del quale sorgerà una nuova vita. Guarda in quale stato mi trovo io — debole, esausto, vecchio, avvizzito e accasciato; guarda il mio volto raggrinzito, pensa alla deficienza dei miei sensi, ascolta la mia voce stridula.
Ah, quale gioia è per me la promessa che mi accerta che quando la tomba si aprirà per raccogliere questa mia povera spoglia logora e consumata, le porte, ora invisibili, dell'universo, che altro non è che il palazzo di Dio, si spalancheranno per ricevere me, anima immortale e libera?
Io vorrei poter descrivere l'estasi di quella vita futura, ma la parola non basterebbe a dartene una adeguata idea.