Rapidamente giunse per essi il mezzogiorno, e, quasi senza che se ne avvedessero, cadde la sera. Quando il sole tramontò dietro allo sperone del vecchio Bashan, la compagnia si fermò presso uno stagno d'acqua limpida che la pioggia aveva accumulato in un punto del deserto. Là fu piantata la tenda, allestita la cena e furono fatti i preparativi per la notte.

La seconda veglia spettava a Ben Hur; ed egli stava ritto dinanzi alla tenda con la lancia in mano, alla distanza di un braccio dal sonnolento cammello, fissando ora le stelle sopra il suo capo, ora la distesa del deserto che l'oscurità della notte fasciava. Il silenzio era intenso; solo di tanto in tanto un alito caldo passava nell'aria, ma senza disturbarlo, assorto com'era nei pensieri dell'Egiziana, della quale enumerava i fascini, cercando di indovinare discutendo, talora il modo in cui ella era venuta a giorno dei suoi segreti, e talora l'uso che ne avrebbe fatto. E durante tutto il tempo della veglia lo spirito d'Iras era vicino a lui e gli sussurrava dolci tentazioni all'orecchio.

Proprio nel momento in cui egli stava per cedere alla lusinga, una mano bianca, e scintillante nell'oscurità crepuscolare, si appoggiò leggermente sulla sua spalla. Egli trasalì al contatto e si voltò. Era Iras.

— «Ti credevo addormentata» — egli disse dopo un momento.

— «Il sonno è per la gente vecchia e pei bambini. Io venni fuori per vedere le mie amiche, le stelle nel sud — quelle che ora splendono sul Nilo. Ti confessi sorpreso?» —

Egli prese la mano ch'era caduta dalla spalla e disse: — «Ebbene, sì, ma lo sono stato da un nemico?» —

— «Oh no! L'essere nemici significa odiare, e l'odio è una malattia che Iside tiene lontana da me. Ella mi baciò sul cuore, devi sapere, quand'ero bambina.» —

— «Il tuo discorso assomiglia poco a quello di tuo padre. Non sei tu della stessa sua fede?» —

— «Forse lo sarei stata» — essa disse piano, — «forse lo sarei stata se avessi veduto ciò che vide lui. Potrò esserlo quando avrò la sua età. Non dovrebbe esistere altra religione per la gioventù, tranne la poesia e la filosofia; e nessuna poesia eccettuata quella inspirata dal vino, e dall'amore, e nessuna filosofia che non insegni a giustificare le passeggiere follìe di una stagione. Il Dio di mio padre è troppo terribile per me. Non lo trovai nella grotta di Dafne e non credo che esista negli atri di Roma. Ma io ho un desiderio, figlio di Hur.» —

— «Un desiderio! Dov'è colui che potrebbe rifiutarlo?» —