— «Ti metterò alla prova.» —

— «Parla allora.» —

— «È molto semplice. Desidero di aiutarti.» —

Mentre parlava gli si fece più vicina.

Egli rise, e rispose dolcemente: — «O Egitto! — stavo per dire cara Egitto! — non è essa la sfinge nativa del tuo paese?» —

— «Ebbene?» —

— «Tu sei uno dei suoi enigmi. Abbi compassione, e dammi la chiave che mi faccia comprenderti. In che ho io bisogno d'aiuto? E come puoi tu aiutarmi?» —

Ella ritirò la sua mano, e, voltandosi verso il cammello, gli parlò amorosamente, ed accarezzò la sua testa mostruosa, come se fosse d'una rara bellezza.

— «O tu, ultimo e più rapido e più grande degli animali di Giobbe! Qualche volta tu pure, inciampi, perchè la via è scabrosa ed il fardello è grave. Ma com'è che tu conosci con una parola la gentile intenzione di chi ti guida, e sempre rispondi con gratitudine, benchè l'aiuto venga offerto da una donna? Ti voglio baciare!» — ella si abbassò e toccò l'ampia fronte lanosa con le sue labbra, aggiungendo — «poichè nella tua mente non alligna ombra di sospetto!» —

Ben Hur, reprimendosi, disse tranquillamente: