— «Il tuo rimprovero non mancò di colpire nel segno, o Egitto. Ma quand'anche avessi detto di no, non potrebbe darsi ch'io fossi costretto da un giuramento o che dal mio silenzio dipendessero le vite e le sorti di altri?» —

— «Potrebbe darsi?» — ella disse freddamente. — «Lo è!» —

Egli indietreggiò di un passo, e domandò, pieno di stupore.

— «Che cosa ne sai tu?» —

Ella rispose ridendo: — «Perchè gli uomini negano che i sensi delle donne sono più acuti dei loro? Io ebbi il tuo viso sotto ai miei occhi tutta la giornata. Non avevo che a guardarlo per leggere il peso che vi gravava sulla mente, e per trovare il peso, cosa dovevo io fare, se non rammentarmi le discussioni tue con mio padre? Figlio di Hur!» — ella abbassò la voce con singolare destrezza, ed avvicinandosi a lui in modo che il suo alito caldo gli sfiorasse la guancia, disse: — «Figlio di Hur, colui del quale tu vai in cerca, dev'essere Re degli Ebrei, non è vero?» —

Il cuore gli palpitò violentemente.

— «Un Re degli Ebrei come Erode, solamente più grande,» — ella continuò.

Egli vagò con lo sguardo lontano nella notte, fra le stelle; poi i suoi occhi incontrarono quelli di lei e si fermarono. L'alito profumato gli riscaldava il viso.

— «Fin dal mattino,» — ella continuò — «noi abbiamo avuto delle visioni. Adesso se io ti racconto le mie, farai tu altrettanto? Che? ancora taci?» —

Ella respinse la mano di lui, e fece per andarsene; ma egli l'afferrò e disse con veemenza: — «Resta! Resta e parla!» —