Era difficile determinare se le altre sue fattezze fossero piuttosto Greche che Ebraiche. La delicatezza delle nari e della bocca apparteneva piuttosto al tipo Greco; e insieme alla dolcezza dei suoi occhi, al pallore del volto, alla finezza dei capelli e della morbida barba, che scendeva ondulata sul collo, sul petto, e formava un complesso di tanta soavità e bellezza, che un soldato avrebbe riso incontrandolo, una donna si sarebbe sentita istintivamente attratta a confidare in lui, un bambino gli avrebbe tesa la piccola mano e gli avrebbe concessa tutta la fiducia della giovine anima.

L'espressione dominante i suoi lineamenti, sarebbe stata attribuita da vari osservatori nello stesso tempo, e con egual correttezza, all'intelligenza, all'amore, alla pietà o al dolore. Per dir il vero, era una compenetrazione di tutte queste qualità.

Il suo sguardo rivelava un'anima immacolata, costretta a vedere e comprendere la corruzione di quelli fra i quali passava. Ciò non ostante nessuno avrebbe nel suo volto scorta una traccia di debolezza. In ogni modo, così non avrebbero pensato coloro i quali sanno che l'amore, il dolore e la pietà sono il risultato di una forza morale capace di sopportare qualunque sofferenza, più che non lo siano le forze fisiche.

Questa è stata la potenza che ha sostenuto i martiri ed i santi.

Lentamente egli si avvicinò ai tre. Ora Ben Hur, con la lancia in mano, era degno di attirare lo sguardo d'un Re, pure gli occhi di colui che si avvicinava non guardavano nè lui nè la meravigliosa bellezza di Iras, ma erano fissi sul vecchio e cadente Balthasar. Il silenzio era profondo.

Il Nazareno, tendendo il bastone verso di lui, gridò a voce alta.

— «Guardate l'agnello di Dio, che redimerà il mondo!» —

Gli astanti, meravigliati dal gesto e dalla frase stavano ad ascoltare ciò che potesse seguire a queste strane parole che oltrepassavano la loro intelligenza. Su Balthasar esse ebbero un effetto irresistibile. Egli era venuto per vedere un'altra volta il Salvatore. La fede che gli aveva meritato tali privilegi in gioventù s'era andata confermando con gli anni, concedendo al suo sguardo una penetrazione superiore a quella dei suoi compagni, — una forza che gli permetteva di riconoscere alla sola apparenza colui ch'egli cercava. Piuttosto di chiamare questa forza un miracolo, possiamo considerarla come facoltà di un'anima che conservava ancora qualche traccia delle sue relazioni con la divinità, alla presenza della quale altre volte era stata ammessa, oppure come la giusta ricompensa di una vita di santità senza esempio in quell'epoca — una vita per sè stessa un miracolo. L'ideale della sua fede gli stava dinanzi, perfetto nel viso, nelle fattezze, nel vestito, nei movimenti, nell'età. Il suo volto spirava riconoscenza! Oh, se ora succedesse qualche cosa per svelare l'identità dello straniero! Ciò avvenne in quel momento.

Quasi per assicurare l'Egiziano che tremava, l'eremita ripetè il grido: — «Guardate l'agnello di Dio, che viene a redimere il mondo!» — Balthasar cadde in ginocchio. Per lui non v'era bisogno di spiegazioni; e, come se l'eremita lo sapesse, si rivolse a quelli che lo fissavano in atto di meraviglia e continuò:

— «Questi è Colui del quale dissi! Io non lo conoscevo, ma affinchè egli divenga manifesto ad Israele, sono venuto a battezzarlo con l'acqua. Io vidi lo Spirito discendere dal cielo sopra di lui, come una colomba. Ed io non lo conoscevo; ma colui che mi mandò a battezzare con l'acqua mi disse: — «Colui sopra il capo del quale vedrai scendere lo Spirito, è Colui che cerchi» — ed io — «vidi ed attesto...» — Egli si fermò; e, continuando ad indicare col bastone teso, lo straniero dai bianchi vestiti: — «ed io attesto che questi è il figlio di Dio!» —