Simonide attese un momento, e anch'egli esaminò il sigillo. Aperto il plico ne estrasse il rotolo, che porse alla fanciulla. — «Leggi,» — le disse.
Gli occhi del padre erano fissi su di lei mentre parlava, e un'espressione di tristezza gli si dipinse sul volto.
— «Vedo che sai da chi esso viene. Ester.» —
— «Sì, dal... nostro... padrone.» —
Quantunque le parole uscissero a stento, nessun turbamento appariva nello sguardo che le accompagnò.
Lentamente il vecchio lasciò cadere il capo sul petto.
— «Tu l'ami, Ester,» — disse con voce calma.
— «Sì,» — rispose la fanciulla.
— «Hai ben riflettuto a quello che fai?» —
— «Mi sono provata a non pensare a lui, padre, e solo a ricordarmi, com'è mio dovere, ch'egli è il nostro padrone. Ma lo sforzo è tornato vano.» —