— «Non intesi mai che tu avessi a parlargli così, padre. Io pensava solo a lui, alla sua felicità, non alla mia. Se ho osato amarlo, per questo appunto saprò mantenermi degna della sua stima: solo così potrò scusare ai mie occhi la mia follìa. Ora lasciami leggere la sua lettera.» —

— «Sì, leggila.» —

Essa lesse rapidamente come per por termine ad un argomento increscioso.

— «Nisan, 8 giorno, sulla via da Galilea a Gerusalemme.» —

Il Nazareno è pure in cammino. Con lui, ma a sua insaputa io conduco tutta una legione dei miei. Una seconda legione ci segue. La Pasqua serve di pretesto all'agglomeramento. Egli disse alla partenza — «Andremo a Gerusalemme e tutte le cose che furono scritte di me dai profeti avverranno.» —

— «La nostra attesa è presso al suo termine.» —

— «In tutta fretta.» —

— «La pace sia con te, Simonide.» —

— «Ben Hur.» —

Ester restituì la lettera al padre, soffocando a stento un singhiozzo.