— «Sia pur così» — soggiunse Balthasar con un sorriso, ed anche Ben Hur disse — «Sia pur così» — Poi continuò: — «Non ho ancora finito. — Da questi atti così stupefacenti da non essere al disopra d'ogni sospetto per parte di chi non fu, come me, presente egli stesso, passiamo ad altri ben più meravigliosi e quelli dalla creazione del mondo in poi, vennero sempre ritenuti come trascendenti la potenza umana. Ditemi se vi fu mai alcuno che abbia strappato alla morte la sua preda, che abbia restituita la vita a chi l'aveva perduta, chi se non...» —
— «Dio» — interruppe Balthasar in tono riverente.
— «Oh, saggio Egiziano. Io non voleva pronunciare quel nome che voi stesso mi ponete sulle labbra. Che cosa diresti tu, ed anche tu Simonide, se aveste visto come vidi io, un uomo il quale, con poche parole, senza cerimonie e senza maggior sforzo di quello che faccia una madre per isvegliare un suo bimbo addormentato, disfa l'opera della morte? Ciò accadde a Nain. Stavamo per entrare in città, quando ne uscì un corteo recando un morto al cimitero; seguiva il convoglio una donna che piangeva dirottamente. Mosso a pietà il Nazareno le parlò, poi, toccata la bara gridò a colui che giaceva — «Alzati» — subito il morto s'alzò e parlò.
— «Dio solo può far ciò» — esclamò Balthasar rivolto a Simonide.
— «Badate bene» — continuò il narratore, — «ch'io vi racconto solo le cose da me vedute alla presenza di una quantità d'altre persone. Sulla strada per venire qui fui testimonio d'un fatto ancor più incredibile. — In Bethania eravi un'uomo di nome Lazzaro, che morì e fu sepolto. Egli vi giaceva da quattro giorni, quando il Nazareno vi si fece condurre. Levata la pietra che chiudeva la tomba scorgemmo il cadavere fasciato ed in decomposizione. Molti erano i presenti e tutti udimmo distintamente le parole del Nazareno pronunciate ad alta voce. — «Lazzaro vieni fuori» — e non potrei descrivervi che cosa io provassi al vedere quell'uomo alzarsi e venire a noi avvolto nel sudario — «Toglietegli le lenzuola di dosso» — ordinò il Nazareno, e lasciatelo andare.» — Ed allorquando le lenzuola gli furon levate, dal volto del risuscitato vedemmo il sangue scorrere di nuovo nel corpo emaciato e l'uomo ritornare quale era prima d'ammalarsi. Egli vive tuttora e chiunque può vederlo; — voi stessi potete recarvi da lui domani. Ed ora non occorre aggiunger altro, ma a voi domando quello che Simonide ebbe a domandarmi e cioè — «Non è egli più d'un uomo?» —
La domanda, fatta in tono solenne, venne dapprima accolta in silenzio, ma diede luogo in seguito ad una lunga discussione che durò fin oltre la mezzanotte. Simonide non poteva risolversi a rinunciare alla propria interpretazione dei profeti, e Ben Hur sosteneva ch'entrambi i vecchi avevano ragione, poichè, secondo lui, il Nazareno era il Redentore come voleva Balthasar, ed anche il Re predestinato, come riteneva Simonide. Finalmente s'alzò e disse;
— «Domani vedremo. Sia pace a voi tutti» — e con questo saluto si ritirò per ritornare a Bethania.
CAPITOLO III.
All'indomani, appena fu aperta la porta detta della Pecora, la prima persona a uscire dalla città fu Amrah, con una cesta al braccio. Nessuna domanda le fu rivolta dai custodi perchè, abituati a vederla regolarmente ogni mattina, avevano concluso che essa era la serva fedele di qualcuno, e questo loro bastava.
Uscita dalla città, la vecchia s'avviò in direzione della vallata orientale. Il versante dell'Oliveto, d'un verde cupo, era tempestato di tende bianche recentemente piantatevi dal popolo in attesa delle feste. L'ora era però troppo mattutina perchè vi potesse essere concorso di gente, ma quand'anche vi fosse stato movimento, nessuno avrebbe molestata la decrepita viandante. Passò Getsemane, lasciò da parte le tombe al crocicchio delle vie di Bethania, ed oltrepassò il villaggio sepolcrale di Siloam. Di tempo in tempo quel povero corpo stanco vacillava, ed una volta fu forza alla poveretta di sedere per riprender fiato; alzatasi a gran fatica, proseguì con fretta crescente. Se le maestose roccie ergentisi sui due lati della strada avessero avute orecchie, l'avrebbero udita mormorare fra sè, e se esse fossero state fornite d'occhi, l'avrebbero veduta guardare di frequente la vetta del monte, come per rimproverare l'alba della sua lentezza. Se poi fosse loro stato possibile di parlare, si sarebbero dette — «l'amica nostra ha oggi gran fretta; le bocche ch'essa va a saziare devono essere ben affamate.» —