— «Verissimo,» — fece ella vivamente e con enfasi, — «dunque ti dirò che qualche cosa appresi dallo sceicco Ilderim una notte ch'egli giaceva presso mio padre nel deserto. Era una notte tranquilla e io poteva udire attraverso la tenda ogni parola mentre ascoltavo i garriti degli uccelli, il ronzio degli scarafaggi e il sussurro del vento.» — Sorrise, come compiacendosi della poetica improvvisazione, poi continuò — «Altre piccole cose, semplici particolari da incastrare nel quadro, mi vennero da...» —

— «Da chi?» —

— «Dallo stesso figlio di Hur.» —

— «E da nessun'altra fonte?» —

— «No.» —

Hur trasse un sospiro di sollievo; lasciò cadere in tono d'indifferenza un — «grazie,» — poi disse tranquillamente:

— «Non è bene far attendere Sejano. Il deserto è più pietoso. Di nuovo dico: O Egitto, pace!» —

Fino a quel momento egli era rimasto a capo scoperto, ma ora prese il fazzoletto che gli pendeva dal braccio, ed avvolgendosi il capo, fece per partire. Essa io trattenne con un gesto rapido, e nella sua impazienza tese una mano verso di lui.

— «Fermati,» — gridò.

Egli si volse, senza toccarle la bella mano scintillante di gioielli, e non gli fu difficile comprendere che il colpo di scena tenuto finora in riserva stava per iscoppiare.