sembrava rispondergli la figura — e subito una ineffabile pace gli si diffuse nel cuore, una pace ch'egli non aveva mai provato — la pace che segna il termine e lo svanire di ogni dubbio e di ogni mistero, e il principio di una fede nuova, di una più limpida conoscenza.
Da questo stato di estasi Ben Hur fu destato dal rumore di colpi di martello. Sul vertice del colle egli osservò ciò che prima gli era sfuggito: — alcuni soldati ed operai che preparavano le croci. I buchi per affondare gli alberi erano pronti, ed ora stavano inchiodando le travi orizzontali.
— «Ordina a quegli uomini di spicciarsi» — disse il Primo Sacerdote al centurione. — «Questi» — indicando al Nazareno — «deve esser morto e seppellito prima del tramonto, affinchè la terra non sia profanata. Così dice la legge.» —
Preso da un senso di compassione, un soldato si avvicinò al Nazareno e gli offrì da bere, ma egli rifiutò la coppa. Quindi un altro andò a lui e gli tolse dal collo l'asse con l'iscrizione, e la inchiodò all'albero della croce. I preparativi erano completi.
— «Le croci sono pronte» — disse il centurione al pontefice, che con un gesto della mano rispose:
— «Venga prima il bestemmiatore. Il figlio di Dio dovrebbe esser capace di salvarsi. Vedremo.» —
Il popolo, al quale i preparativi erano chiaramente visibili, e che fin qui aveva assalito il colle con un clamore continuo di urli e di fischi, tacque.
La parte più terribile del supplizio stava per cominciare — gli uomini dovevano venire inchiodati sulle croci. Quando i soldati afferrarono il Nazareno a questo scopo, un fremito corse nella folla, e i più abbrutiti provarono un senso di terrore. Alcuni dissero poi che l'aria era diventata più gelida e li aveva fatti tremare.
— «Come tutto è tranquillo!» — disse Ester, cingendo il collo del padre con le sue braccia.
Ricordando la tortura che egli stesso aveva sofferto, il vecchio si strinse al petto la figliuola, dicendo con voce tremante: