— «Non guardare, Ester, non guardare! Forse tutti noi, spettatori di questa scena, gli innocenti come i rei, saremo maledetti da quest'ora.» —

Balthasar cadde in ginocchio.

— «Figlio di Hur» — disse Simonide con crescente agitazione — «figlio di Hur, se Jeova non s'affretta a stendere la sua mano, Israele, tutti noi siamo perduti.» —

Ben Hur rispose con calma: — «Simonide, io mi sono destato da un lungo sonno, e, come in sogno, mi sono apparse le ragioni per cui questo si compie, e si deve compiere. È la volontà del Nazareno, è la volontà di Dio. Seguiamo l'esempio del buon Egiziano, e preghiamo in silenzio.» —

E quando sollevò gli occhi verso la collina, di nuovo gli giunsero, attraverso l'aria tranquilla, le parole:

IO SONO LA RESURREZIONE E LA VITA.

Ed egli chinò il capo riverente, come davanti ad uno che gli parlasse.

Intanto sulla sommità del poggio il lavoro continuava. Una guardia tolse le vesti al Nazareno, dimodochè rimase nudo al cospetto dei milioni di spettatori assiepati sul Golgota. I segni della flagellazione che aveva ricevuto quella mattina rosseggiavano sanguigni sulla sua schiena; nondimeno fu brutalmente gettato a terra e disteso sulla croce, e le braccia aperte sulla sbarra trasversale; i chiodi erano acuti, e in pochi colpi furono cacciati attraverso le scarne palme; quindi gli alzarono le ginocchia fin che le piante dei piedi riposavano sull'albero della croce, indi sovrapposero un piede all'altro, e con un chiodo li fissarono entrambi al legno. Il sordo rumore dei martelli si udiva a grande distanza, in quel terribile silenzio, e anche coloro che non l'intesero ma vedevano il martello sollevarsi e cadere, ebbero un brivido di paura. E con tutto ciò non un grido, non un lamento, non una parola d'ira o di dolore sfuggì al paziente; nulla per cui un nemico potesse beffeggiarlo, nulla che un suo fedele potesse rimpiangere.

— «Da che parte vuoi che lo si rivolga?» — chiese un soldato bruscamente. — «Verso il Tempio» — rispose il pontefice. — «Ch'egli veda morendo la santa casa che egli ha voluto profanare.» —

Gli operai sollevarono la croce e la portarono di peso sul luogo dove doveva esser piantata. Ad un cenno del pontefice, la lasciarono cadere nella buca; e il corpo del Nazareno cadde anch'egli pesantemente, e rimase appeso alle mani sanguinanti. Ma neppure allora gli sfuggì un grido, solo la frase sublime: