— «Puoi farlo.» —

Iras si avvicinò ad essi, e inginocchiandosi sulla pelle di leone, li baciò entrambi. Alzandosi lentamente, li guardò ancora; poi andò verso la porta ed uscì, e senza una parola d'addio, camminando rapidamente, prima che Ester si decidesse a seguirla, era sparita.

Ben Hur, quando intese della visita, ebbe la prova di ciò che aveva sospettato da lungo tempo, che cioè il giorno della crocefissione, Iras aveva abbandonato suo padre per gettarsi nelle braccia di Messala. Ciò non ostante, egli uscì subito coi suoi servi e frugò la contrada, in cerca di lei, ma invano. La baia azzurra che ride così innocente sotto i baci del sole, cela oscuri segreti. Se potesse parlare, ci saprebbe narrare la fine dell'Egiziana.

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Simonide visse fino a tarda età. Nel decimo anno del regno di Nerone, egli abbandonò la direzione della sua colossale azienda di Antiochia. Fino all'ultimo il suo commercio fu prosperoso.

Una sera di quell'anno, egli sedeva nella sua poltrona sul terrazzo del magazzeno. Ben Hur ed Ester coi loro tre bambini erano con lui. L'ultima delle sue navi galleggiava nella rada del fiume; tutte le altre erano state vendute. Dall'epoca della crocefissione, un solo grande dolore aveva turbato la calma serenità della loro vita, — il giorno che morì la madre di Ben Hur; ed anche allora il lutto sarebbe stato maggiore, senza il conforto della loro fede Cristiana.

La nave menzionata era arrivata il giorno precedente da Roma, recando la notizia delle persecuzioni dei Cristiani cominciate da Nerone nella capitale, e il crocchio sopra il terrazzo stava discutendo la nuova, quando Malluch, che si trovava ancora al loro servizio, si avvicinò, presentando un plico a Ben Hur.

— «Chi lo porta?» — chiese Ben Hur, dopo aver letto.

— «Un Arabo.» —

— «Dov'è?» —