— «Messala. Digli inoltre, che per il male che io gli ho voluto sono stata punita così amaramente, che anch'egli ne avrebbe compassione.» —

Le lacrime spuntarono negli occhi di Ester, ed essa voleva parlare.

— «No» — disse Iras. — «Io non voglio nè pietà nè lacrime. Digli in ultimo che ho fatto la scoperta che l'essere Romano equivale ad essere bruto. Addio.» — Essa fece per andarsene. Ester la trattenne:

— «Fermati, e parla con mio marito. Egli non nutre rancore contro di te. Egli sarà tuo amico. — Noi siamo Cristiani.» —

L'altra rimase ferma.

— «No; io sono ciò che ho voluto essere. Fra breve tutto sarà terminato.» —

— «Ma...» — disse Ester, esitando — «Non possiamo... Non c'è nulla che desidereresti... nulla che...» —

Il volto dell'Egiziana tradì la sua commozione, e l'ombra di un sorriso le sfiorò le labbra. Essa guardò i fanciulli sul pavimento.

— «Vi è qualche cosa» — disse.

Ester seguì la direzione del suo sguardo, e con rapido intuito, comprese, e disse: