— «Ilderim, chiamato il Generoso, sceicco della tribù di Ilderim, al mio figlio e successore.

Tutto ciò ch'io posseggo, o mio figlio, sarà tuo, al giorno della mia morte, eccettuata la proprietà presso Antiochia, conosciuta sotto il nome di Orto delle Palme. Questa io lascio al figlio di Hur che tanta gloria ci procurò nel Circo — a lui ed ai suoi in eterno.

Non disonorare tuo padre.

ILDERIM il GENEROSO, Sceicco.» —

— «Che ne dici?» — chiese Ben Hur a Simonide.

Ester prese con gioia le carte, e le rilesse a bassa voce. Simonide rimase silenzioso. I suoi occhi erano fissi sulla nave, ed egli stava pensando. Finalmente parlò. — «Figlio di Hur» — egli disse con gravità. — «Il signore è stato molto buono con te in questi ultimi anni, e tu gli devi profonda riconoscenza. Non è giunto il tempo finalmente di decidere a quale scopo dobbiamo volgere la grande fortuna che la sua bontà ha voluto accumulare nelle tue mani?» —

— «Io l'ho deciso da molto tempo. La fortuna fu concessa perchè servisse a chi la diede; non una parte di essa, Simonide, ma tutta. Il problema sta soltanto in questi termini: Qual'è il miglior modo di metterla a profitto della nostra causa? Consigliami, ti prego.» —

Simonide rispose:

— «Io posso attestare alle ingenti somme che tu hai largito alla Chiesa qui in Antiochia. Ora, quasi contemporaneamente al dono del generoso sceicco, arriva la notizia delle persecuzioni dei nostri fratelli in Roma. Un nuovo orizzonte ci si schiude dinanzi. La luce non deve spegnersi nella capitale.» —

— «Dimmi che cosa devo fare per ravvivarla.» —