— «Cosa domandaste all'ufficiale che si trovava alla porta?» —
— «Gli domandammo dov'è colui ch'è nato Re degli Ebrei.» —
— «Comprendo ora perchè il popolo era così curioso. Voi mi meravigliate. C'è un'altro Re degli Ebrei?» —
L'Egiziano non impallidì:
— «Ce n'è uno appena nato.» —
Il viso scuro del monarca assunse un'espressione di dolore come s'egli si rammentasse d'un episodio straziante.
— «Non a me, non a me» — esclamò.
Forse gli passavano davanti le immagini accusatrici dei figli uccisi; riavendosi dall'emozione chiese con voce ferma: — «Dov'è il nuovo Re?» —
— «Questo, o Re, è ciò che desideriamo sapere.» —
— «Voi mi dite di un miracolo — un enigma di molto superiore a quello di Salomone» — disse poi: — «Come vedete, sono in quel periodo di vita in cui la curiosità è sfrenata come lo è nell'infanzia, allorchè lo scherzare con essa è crudeltà. Proseguite, ed io vi rispetterò come i Re si rispettano l'un l'altro. Ditemi tutto ciò che sapete del nuovo Re, ed io mi unirò a voi nel cercarlo; e quando l'avremo trovato, farò ciò che vorrete; lo porterò a Gerusalemme e l'alleverò nella reggia; adoprerò la mia grazia con Cesare per la sua promozione e la sua gloria. La gelosia non albergherà fra noi, ve lo giuro. Ma prima ditemi come, separati sì ampiamente da mari e deserti, sieti arrivati ad udire parlare di lui.» —