— «Mostratecelo!» — disse il Greco impazientemente.

— «Mostratecelo!» — gridò Balthasar, interrompendo la sua gravità; — «poichè noi abbiamo veduto la sua stella, quella che voi ammirate laggiù sopra alla casa, e siamo venuti per adorarlo.» —

L'Indiano giunse le mani, esclamando: — «Iddio realmente esiste! Fate presto, fate presto! Il Salvatore è trovato. Benedetti, benedetti siamo noi sopra tutti gli uomini!» —

La gente venne giù dal tetto, e seguì i forestieri, mentre essi furono condotti, attraverso la corte, nel recinto; alla vista della stella ancora sopra la caverna, benchè meno incandescente di prima, alcuni si volsero spaventati; la maggior parte però li seguì. Mentre i forestieri si avvicinavano alla casa, la stella si alzò; quando furono alla porta, essa andava dileguandosi in alto; quando entrarono era sparita. E nei testimoni di ciò che allora accadde, entrò la convinzione che una divina relazione passasse fra la stella e gli stranieri.

Quando la porta si aprì tutti affollarono la caverna.

La stanza era illuminata da una lanterna, abbastanza luminosa per porre in grado i forestieri di trovare la madre, ed il bambino, sveglio sulle sue ginocchia.

— «È tuo il bambino?» — domandò Balthasar a Maria.

Essa rispose:

— «Egli è mio figlio!» —

Ed essi caddero in ginocchio e l'adorarono.