Io non so quando ebbe principio questa costumanza della registrazione. So che era già in uso prima della fuga dall'Egitto. Hillele afferma che Abramo fece fare questi annali per proprio conto col suo nome e i nomi de' suoi figli, mosso dalla promessa del Signore che separò lui e la sua stirpe da tutte le altre razze, e la creò la prima, la più grande, l'eletta della terra. Il patto con Giacobbe, diceva la stessa cosa. «Nella tua semenza tutte le nazioni del mondo saranno benedette». Così disse l'Angelo ad Abramo: «E la terra su cui giaci, io la dono a te ed alla tua semenza.» Così parlò il Signore istesso a Giacobbe addormentato a Bethel sulla strada di Haran. Più tardi uomini saggi cominciarono a pensare ad una giusta partizione della terra promessa, e, affinchè fosse conosciuto chi in quel giorno avesse diritto ad una porzione, fu iniziato il Libro delle Generazioni. — Il beneficato avrebbe potuto essere il più umile della famiglia eletta, perchè il Signore Iddio non conosce distinzioni di rango e di ricchezza. Così, affinchè la verità apparisse chiara agli uomini che dovevano esser testimoni al grande avvenimento, ed essi potessero attribuirne la gloria a chi spettava, si richiese la tenuta degli annali con scrupolosa esattezza. Furono così tenuti?» —
Il ventaglio si agitò in silenzio qualche minuto, finchè egli impazientito, ripetè la domanda della madre: — «Gli annali sono perfettamente esatti?» —
— «Hillele disse che lo sono, e di quanti si occuparono dell'argomento egli è il meglio edotto. Il nostro popolo fu spesso negligente di alcune parti della legge, ma mai di questa. Il buon Rabbino ha egli stesso studiato il Libro delle Generazioni attraverso tre periodi, dalla promessa sino all'apertura del Tempio, sino alla cattività e sino ai giorni nostri. Solo una volta furono interrotti gli annali, e questo avvenne verso la fine del secondo periodo. Ma quando la nazione ritornò dal lungo esiglio, quale primo dovere verso Dio, Zerubbabele ristaurò i Libri, permettendoci nuovamente di seguire la discendenza delle famiglie Ebree per duemil'anni. Ed ora....» —
Si arrestò un istante, come per agevolare al suo ascoltatore la comprensione di quanto aveva detto.
— «Ed ora che cosa diviene il superbo vanto del Romano? per questo paragone i figli d'Israele che vegliano sugli armenti sul monte Rephaim, laggiù, sono più nobili del più illustre dei Marcii.» —
— «Ed io, madre? che dicono i Libri di me?» —
— «Ciò che io ho detto sin'ora aveva relazione colla tua domanda. Io ti risponderò. Se Messala fosse presente, egli potrebbe dire, come altri han detto, che la traccia del tuo lignaggio si smarrisce quando gli Assiri presero Gerusalemme, e distrussero il Tempio, con tutti i suoi cimelii preziosi. Ma tu potresti opporgli il pio lavoro di Zerubbabele, e rispondere, in verità, che la genealogia Romana terminò quando i barbari d'occidente entrarono in Roma e si accamparono, sei mesi, nelle sue vie desolate. Il Governo teneva forse gli annali gentilizî? Se fu così che avvenne di essi in quei giorni funesti? No, no; la verità parla, alla fondazione del Tempio, e indietro, fino, alla marcia dall'Egitto, onde abbiamo l'assoluta certezza che tu discendi in linea diretta da Hur, compagno di Giosuè. In quanto agli antenati, il tuo onore non è dunque grande? Desideri di indagare più oltre? Prendi la Torah ed apri il Libro dei Numeri, e settantadue generazioni dopo Adamo troverai il capostipite della tua casa.» —
Il silenzio regnò per qualche tempo, nella stanza sopra il tetto.
— «Io ti ringrazio, o madre» — disse Giuda stringendo le mani di lei nelle sue — «io ti ringrazio di tutto cuore. Avevo ragione di non chiamare il buon Rabbino; egli non avrebbe potuto soddisfarmi come tu lo hai fatto. Ma, per nobilitare veramente una famiglia, basta il solo tempo?» —
— «Ah, tu dimentichi, tu dimentichi! Le nostre pretese non poggiano unicamente sul tempo; il favore del Signore è la nostra gloria precipua.» —