"No, doh!" riprese il Sorcio con voce acerba ed irata.

"Che! c'è un nodo?" sclamò Alice sempre pronta e servizievole, e guardandosi attorno. "Mi conceda il favore di disfarlo!"

"Niente affatto," rispose il Sorcio, levandosi e in atto di partire. "Lei m'insulta dicendomi tali scempiaggini!"

"No, davvero!" disse Alice con sottomissione. "Ma lei s'offende tanto facilmente!"

Per tutta riposta il Sorcio si mise a borbottare.

"Di grazia, ritorni, e finisca il suo racconto!" Alice dunque lo richiamò; e tutti gli altri sclamarono in coro, "Via, finisca il racconto!" ma il Sorcio crollò il capo con un moto d'impazienza, ed affrettò il passo.

"Peccato che non sia restato!" disse sospirando il Lori, appena che il Sorcio si perdè di vista; e un vecchio granchio colse quella opportunità per dire alla sua figlia, "Amore mio, ciò ti serva di lezione, e bada a non andar mai in collera!"

"Sta zitto, Babbo," rispose la piccina con un fare sdegnosetto. "Tu provocheresti anche la pazienza d'un'ostrica!"

"Ah se Dina fosse quì!" disse Alice, parlando ad alta voce, ma senza rivolgersi a chi che sia. "Lo porterebbe indietro in un momento!"

"Perdoni la curiosità, chi è Dina?" domandò il Lori.