Successe un lungo silenzio, poi Alice sentì un bisbiglio sommesso; e parole come queste, "Davvero, non potrei, lustrissimo; nò, davvero!" "Fa come ti dico, vigliaccone!" allora Alice di nuovo fendette l'aria con la mano minacciando d'acchiappare. Questa volta si udirono due strilli acuti, e cri, cri, scricchiò di nuovo il vetro. "Quante vetrine da cetrioli vi debbon essere colaggiù!" pensò Alice. "Chi sa che faranno dopo! Quanto al cacciarmi fuori dalla finestra, vorrei che potessero farlo! Certo, io non ho mica voglia di rimaner più quì!"
Aspettò un poco, ma non si sentiva nulla; ecco finalmente avvicinarsi un cigolìo di certe ruote di carri, e molti che vociavano e parlavano insieme: e sentì che dicevano: "Dov'è l'altra scala?—Ma, io non ne dovea portare che una; Tonio ha l'altra—Dì, Tonio, portala quì, bambino mio!—Là, appoggiatela a quel cantone—No, no, legatele insieme prima—non vedete che non arrivano!—Oh! vi arriveranno, non sarà tanto difficile!—Quà, Tonio, afferra questa fune—Ma reggerà il tetto?—Bada a quella tegola che vacilla!—Ohè, casca giù!—Bada! bada!" (Patatrac!)—"Chi ha fatto ciò?—Gli è Tonio, credo—Chi scenderà pella gola del caminetto?—Io no!—Vuoi tu?—No, neppur io!—Tonio dovrà scendervi—Ohè, Tonio, il padrone dice che devi scendere pella gola del caminetto!"
"Bellino!" disse Alice fra sè, "così questo Tonio verrà dal caminetto? Pare che quei signori abbian posto ogni carico sulle spalle del povero Tonio! Non vorrei esser mica ne' suoi panni: questo camino è molto angusto, non v'è dubbio; ma potrò tirarvi qualche calcio, credo!"
E ritirò il piede quanto più potè dal caminetto, ed aspettò sino a che sentì un animaluccio (senza che potesse indovinare a che razza appartenesse) che raschiava e scendeva adagino lunghesso il camino: "Gli è Tonio," disse, e tirò un bel calcio, poi attese ciò che seguirebbe dopo.
La prima cosa che sentì fu un coro di voci che diceva, "Ecco Tonio che vola!" e poi la voce sola del Coniglio che gridava—"Pigliatelo, voi altri che siete vicino alla siepe!" e poi silenzio, e poi una gran confusione di voci—"Sostenetegli il capo—Quà l'acquavite—Non lo soffocate—Come andò compare? Che cosa ti avvenne? Sù narraci tutto!"
Finalmente s'udì una vocina debole e sibilante ("È Tonio," pensò Alice), "Non saprei che dirvi—Non più, grazie; stò meglio—ma mi sento troppo agitato per raccontarvelo—tutto quel che mi rammento gli è qualche cosa che mi sbalestrò in aria, ed io schizzai via come un razzo!"
"Schizzasti via davvero poveretto!" dissero gli altri.
"Incendiamo la casa!" sclamò il Coniglio, ma Alice gridò subito con quanta voce aveva in gola, "Se fate ciò, vi farò acchiappar tutti da Dina!"
Si fece subito un gran silenzio, e Alice disse fra sè, "Vediamo, cosa faranno ora! Se avesser cervello, scoperchierebbero il tetto." Qualche istante dopo cominciarono a muoversi di nuovo e sentì il Coniglio che diceva, "Basterà, una carrettata per cominciare."