"Non so niente," disse il Bruco.
Alice non fiatò: giammai la poverina era stata tante volte contraddetta, e stava lì lì per scoppiare.
"Siete contenta ora?" domandò il Bruco.
"Nò, davvero, vorrei essere un pocolino più grande, se non le dispiacesse," rispose Alice: "si figuri, ho una ben meschina statura, appena tre pollici!"
"L'è una buona statura, cotesta!" disse il Bruco con voce dispettosa, rizzandosi come un fuso mentre parlava (egli era alto tre pollici per l'appuntino).
"Ma io non ci sono abituata!" soggiunse Alice con voce carezzevole e mesta. E poi pensò fra sè: "Vorrei che coteste creaturine non s'offendessero così per nulla!"
"Vi abituerete col tempo," disse il Bruco, e rimettendosi la pipa in bocca, rincominciò a pipare.
Questa volta Alice aspettò pazientemente che egli stesso riappiccicasse il discorso. Passati due o tre minuti, il Bruco levò la pipa di bocca, sbadigliò un poco, e si scosse tutto. Poi discese dal fungo, e andò strisciando nell'erba, dicendo soltanto queste parole "Un lato vi farà crescere di più, e l'altro vi farà diminuire."
"Un lato di che cosa? L'altro lato di che cosa?" pensò Alice fra sè.
"Del fungo," disse il Bruco, come se Alice l'avesse interrogato ad alta voce; e subito disparve.