"Un dì studiai le leggi"—il Babbo allor gli disse,
"Ed ebbi con mia moglie—sempre querele e risse,
Ciò dètte alle ganasce—tal forza muscolare
Che ormai potrei con l'oca—la moglie divorare."
"Guglielmo! tu sei vecchio"—riprese il giovanetto,
"La vista non ti regge—e sai, ti fa difetto;
E porti in equilibrio—sul naso quell'anguilla!
Oh quì la tua destrezza—davver si mostra e brilla!"
"Risposi a tre domande—e ormai ti può bastare;
Non rompermi le scatole,—non voglio più parlare;
Oh credi che mi piacciano—le sciocche tue questioni?
Via, smetti, o per la scala—ti mando ruzzoloni!"
"Non l'avete recitata bene," disse il Bruco.
"Temo di no," rispose timidamente Alice, "certo alcune parole sono scambiate."
"Male dal principio alla fine," disse il Bruco con accento risoluto, e successe un silenzio per qualche minuto.
Il Bruco fu il primo a parlare.
"Di che statura vorreste essere?" domandò.
"Oh non vado tanto pel sottile in quanto alla statura," rispose in fretta Alice; "soltanto non mi piace di mutar tanto spesso, sa."