Non piacque punto ad Alice quella risposta secca, e pensò di mutar discorso. Mentre cercava un argomento, la cuoca tolse il calderone della minestra dal fuoco, e tosto si mise a gittar tutto ciò che le stava vicino contro alla Duchessa ed al bambino—pria volarono le molle e la paletta; poi un nembo di casseruole, di piatti e di tondi. La Duchessa non se ne dette per intesa nemmeno quando era colpita; e il bimbo guaiva di già tanto forte che non si poteva sapere se i colpi gli facessero male o no.
"Ma faccia attenzione a quel che fa!" gridò Alice, saltando quà e là tutta spaventata. "Addio naso!" continuò a dire, mentre una grossa casseruola volò vicino al naso del mimmo, e poco mancò che non glielo portasse via.
"Se ognuno badasse alle proprie faccende," sclamò la Duchessa con voce rauca, "il mondo girerebbe più presto di quello che nol fa ora."
"Ciò non sarebbe un bene," disse Alice, lieta di poter far pompa della sua erudizione. "Pensi che confusione farebbe del giorno e della notte! Ella sa che la terra impiega ventiquattro ore per girare intorno al suo asse——"
"A proposito di asce!" gridò la Duchessa, "tagliatele il capo!"
Alice guardò con ansietà la cuoca per vedere se ella ubbidisse al cenno; ma la cuoca era occupata a dimenare la minestra, e non parea che avesse ascoltato, perciò andò innanzi dicendo: "Ventiquattr'ore, credo; o dodici? Io——"
"Oh non mi seccate," disse la Duchessa; "Non ho mai potuto sopportare le cifre!" E rincominciò a cullare il bimbo, cantando una certa Ninna-Nanna, e dandogli una violenta scossa alla fine d'ogni strofa:—
"Parla duro al tuo bambino,
Dàgli bòtte se starnuta;
Ei guaisce il malandrino
Perchè il pepe mio rifiuta!
Ei ci annoia co' suoi lai!"
(Coro al quale si uniscono la Cuoca e il bimbo):—