"Sì, ma non tanto," soggiunse il Ghiro: "io non cresco a quel modo ridicolo." E borbottando fra sè, si alzò, e andò a mettersi all'altro lato del Tribunale.

Intanto la Regina non avea mai sviato il suo sguardo feroce dal Cappellaio, e mentre il Ghiro traversava la sala del tribunale, disse ad un usciere, "Recatemi la lista de' cantanti nell'ultimo concerto!" A queste parole il Cappellaio tremò a verghe, così che le scarpe gli scappavano da' piedi.

"Rendete la vostra testimonianza," ripetè fieramente il Re, "o vi farò mozzare il capo, poco importa che tremiate o no."

"Maestà, sono un povero sventurato," cominciò il Cappellaio con voce tremante, "ed ho appena cominciato a prendere il tè—non è ancora una settimana—e in quanto al pane col burro che si assottiglia—e alla testa soppressata."

"Che soppressata?" sclamò il Re.

"La testa soppressata cominciò col tè," rispose il Cappellaio.

"Sicuro che 'testa' comincia con un T!" disse vivamente il Re. "M'avete voi preso per un gonzo? Andate via!"

"Sono un povero sventurato," continuò il Cappellaio, "e dopo il tè, tentennavano tutti,—solo la Lepre-marzolina disse——

"Non dissi niente!" interruppe con impeto la Lepre-marzolina.