Non gli dite giammai che preferisca
Costoro,—ciò debb'essere un mister,
Un secreto che altrui non apparisca,
Un secreto nascosto nel pensier."
"È questo il più importante documento contro l'accusato," disse il Re, stropicciandosi le mani; "or dunque i giurati——"
"Se uno di loro potesse spiegarmelo," disse Alice (la quale era talmente cresciuta in quegli ultimi istanti che non avea più paura d'interrompere il Re), "gli darei cinquanta centesimi. Io non credo che vi sia in esso neppure un briciolo di senso comune."
I giurati scrissero tutti sulle lavagne, "Ella non crede che vi sia in esso neppure un briciolo di senso comune," ma niuno cercò di spiegare il senso di quel foglio.
"Se non c'è senso comune," disse il Re, "ciò ci toglie da un mondo d'imbarazzi, e noi certo non ci affanneremo per trovarvene uno. Eppure non saprei," continuò spiegando il foglio sul ginocchio, e sbirciando la poesia; "ma mi pare di vedere un senso occulto in essi—'disse—Non sai mica nuotar'—voi non potete nuotare, non è vero?" continuò, rivolgendosi al Fante.
Il Fante scosse mestamente il capo, e disse, "Ne ho io l'apparenza?" (E certamente, no, perchè era fatto tutto di cartone).
"Bene per ora," disse il Re, e continuò fra sè stesso a borbottare su' versi: "'E questo è il vero, e ognun di noi lo sa'—ciò si riferisce a' giurati, non c'è dubbio—'Una a lei dètti, ed essi due gli diêro'—ciò spiega l'uso ch'egli fece delle torte, intendete—"
"Ma," disse Alice, "continua con le parole 'Tutte a voi ritornarono.'"