Abbiamo da Capitolino [Capitolinus, in Antonino Pio.] che nell'anno terzo dell'imperio di Antonino Pio mancò di vita Annia Galeria Faustina Augusta sua moglie. Però han creduto alcuni avvenuta la sua morte nell'anno precedente. Ma il padre Pagi, in vigore di un'iscrizione, pubblicata dal padre Mabillone, e da me ancora riferita [Thesaurus Novus Inscription., p. 239, n. 3.], in cui è nominata la DIVA, cioè la defunta Faustina, moglie d'Antonino Angusto console per la terza volta, ornato della Quarta Podestà Tribunizia, ha sostenuto che Faustina terminasse la vita dopo il dì 25 di febbraio dell'anno presente, e prima del dì 10 di luglio; nel qual tempo correva la quarta podestà tribunizia, e il terzo anno dell'imperio di Antonino. Forte è questa ragione, ma non toglie affatto il sospetto che Faustina potesse essere morta nell'anno precedente, e quell'iscrizione fosse a lei posta nel presente. Per ordine del senato fu deificata questa imperatrice; alzato a lei un tempio; deputate delle donne flaminiche; poste delle statue d'oro e d'argento, o sia dorate e inargentate. Furono anche in onor suo celebrati i giuochi circensi. Tutto ciò fu fatto dalla cieca gentilità per onorare una donna, la quale, per testimonianza di Capitolino, diede da parlare molto di sè, per la troppa libertà e facilità di vivere; il che Antonino mirava con dolore e con somma pazienza dissimulava. Che nè pure lo stesso Antonino fosse esente da simil difetto, il Platino, il Tillemont, ed altri l'hanno creduto e dedotto dalla satira ingegnosamente composta da Giuliano apostata [Julian., de Caesarib.]. Ma non è assai chiaro quel passo, e il padre Petavio lo pretende una calunnia. Abbiamo solamente di certo da Capitolino, che essendo mancato di vita, molti anni dopo, Tazio Massimo prefetto del pretorio, rammentato di sopra, in suo luogo ne furono sostituiti due da Antonino, cioè Fabio Repentino e Cornelio Vittorino: ed essere allora corsa una pasquinata, in cui si dicea che Repentino era giunto a quella dignità per raccomandazione di una concubina dell'imperadore. Di questo si può anche dubitare, perchè Antonino Pio mancò di vita in età di sessantaquattr'anni, ed essendo l'elezion di Repentino succeduta negli ultimi tempi suoi, non par credibile che un sì saggio principe si lasciasse vincere da sregolate passioni in quell'età. Oltre di che, secondo la falsa morale de' Gentili, non erano biasimevoli certi usi od abusi d'allora. Dalla vita di Avidio Cassio, scritta da Vulcazio Gallicano [Vulcat. Gallicanus, in Avidio Cassio.], abbiamo un barlume, che vivente ancora Faustina, si ribellò uno non so qual Celso contra di Antonino, però nel precedente, o nel presente anno, Faustina, sapendo quanto fosse inclinato il consorte Augusto alla clemenza, gli scrisse che s'egli avesse compassion di costui, non mostrerebbe d'averla per sua moglie nè per gli suoi, perchè se andasse ben fatta ai ribelli, essi non avrebbono pietà nè dell'imperadore nè di chi è congiunto con lui. Ma niun'altra memoria di questo Celso ci ha conservata la storia.
CXLII
| Anno di | Cristo CXLII. Indizione X. |
| Pio papa 1. | |
| Antonino Pio imperad. 3. |
Consoli
Lucio Cuspio Rufino e Lucio Statio Quadrato.
È di parere monsignor Bianchini [Blanchin., ad Anastas. Bibliothecar.], che in quest'anno, e non già nel precedente, come pensò il padre Pagi [Pagius, in Crit. Baron.], santo Igino romano pontefice terminasse la sua vita con una più gloriosa morte, perchè martire della Fede di Gesù Cristo. Certo è bensì, che a lui succedette Pio papa. Sappiamo del pari, che anche sotto Antonino Pio continuò la persecuzion de' Cristiani, non già per editto, non già per colpa di questo clementissimo imperadore e principe assai conoscente che la cristiana religione ed i seguaci di essa, per la maggior parte professori della virtù, non meritavano gastighi; ma per gli precedenti non aboliti editti, e per la malvagità de' presidenti e de' giudici, adoratori degl'idoli, a' quali non era vietato il procedere contro ai cristiani. Però circa questi tempi san Giustino, poscia glorioso martire, scrisse un'apologia in favore de' fedeli, e la presentò ad esso imperadore Antonino, dimostrandogli la falsità dei delitti attribuiti ai cristiani, e l'ingiustizia de' supplizii, a' quali erano condannati. L'anno preciso, in cui san Giustino compose e presentò all'imperadore questa prima sua apologia (perchè egli due ne compose) nol sappiamo. Fuor di dubbio è, per attestato di Eusebio [Euseb., in Chron. et Hist. Eccl., lib. 4.], aver non meno essa, che varie favorevoli lettere dei governatori Gentili dell'Asia, prodotto buon effetto, avendo Antonino dipoi, cioè nell'anno 152, spediti ordini che niuno fosse condannato perchè fosse cristiano. Nè si potea aspettar meno da un imperador tale, ch'era la stessa bontà, e che nulla più desiderava che di far fiorire la pace e la contentezza per tutte le provincie del romano imperio. Tanto il portava alla mansuetudine, alla clemenza la sua ben radicata virtù, che nè pur volea punire le offese fatte a lui stesso. Di due sole congiure tramate contra di lui parla Capitolino [Capitolinus, in Antonino Pio.]. L'una di Attilo Taziano. Fu questi processato e convinto dal senato; ma per ordine di Antonino, gastigato col solo esilio. Nè volle il buon Angusto, che si ricercassero i complici, e verso il di lui figliuolo si mostrò in tutte le occorrenze sempre mai favorevole. L'altra fu di Prisciano. Da che costui si vide scoperto, prevenne la clemenza di Antonino con darsi la morte da sè stesso. Faceva istanza il senato [Aurelius Victor, in Epitome.], che si procedesse oltre per iscoprire gli altri congiurati: vietollo Antonino, dicendo, che non era bene il far di più, non amando egli di sapere a quante persone fosse in odio la sua persona. Anche un dì per sospetto, che mancasse in Roma il grano, l'insolente popolo arrivò a tirargli de' sassi. Ma egli in vece di punire il pazzo loro ammutinamento, si studiò di placarli con buone ed amorevoli ragioni. Perciò sotto di lui niuno de' senatori si vide privato di vita. Un solo convinto di parricidio, fu condannato ad essere portato e lasciato in un'isola deserta.
CXLIII
| Anno di | Cristo CXLIII. Indizione XI. |
| Pio papa 2. | |
| Antonino Pio imperadore 6. |