Giuseppe, vescovo di Brescia, è ingiustamente cacciato da quella chiesa da Berengario, III, 1099.
Giuseppe, arciduca d'Austria, figlio di Leopoldo imperadore, eletto re d'Ungheria, VII, 68. E re de' Romani, 89. Sue nozze, con Amalia Guglielmina di Brunsvich, 140. Succede a Leopoldo Augusto suo padre, 189. Spedisce una armata all'acquisto del regno di Napoli, 212, 213. Manda le sue armi ad impadronirsi di Comacchio, 222. Si accorda col papa, restando in possesso di questa città, 227. Immatura sua morte, 239.
Giusta, sorella di Valentiniano II, II, 301.
Giusta Grata Onoria, sorella di Valentiniano III Augusto, II, 451. Riceve il titolo d'Augusta, 487. Suo gravissimo fallo, 490. Ricorre ad Attila, 549. Suo misero fine, 566.
Giustina, moglie di Valentiniano I, II, 164, 194, 198. Prende le redini del governo, 247. Ariana di credenza, 258. A lei resiste sant'Ambrosio in difesa delle basiliche, ivi, 260. Sua morte, 277.
Giustina, badessa di Capoa, II, 1001.
Giustiniano, nipote di Giustino Augusto, II, 799. Fama ch'egli facesse assassinar Vitaliano console, 804, 805. Creato console, ricrea il popolo con magnifici spettacoli, 806. Preso per collega dall'Augusto zio, 830. A cui succede, ivi. Suoi buoni principii, 831, 832. Sborsa grandi somme d'oro per far risorgere Antiochia abbattuta da un orribile terremuoto, e le dà il nome di Teopoli, 834. Ordina ed unisce in un Codice tutte le leggi meritevoli d'approvazione pubblicate da' precedenti Augusti e da lui stesso, 836. Muove una grandissima persecuzione contro i gentili d'Oriente, 838. Irato contra Gelimere usurpatore del trono in Africa, 846. Fiera sedizione mossa contra di lui in Costantinopoli dalle fazioni veneta e prasina, 847. Spedisce Belisario coll'armata in Africa, 849. Che ne fa l'acquisto, 850. Istituzioni e Digesti da lui pubblicati, 852. Sua spedizione contro i Goti regnanti in Italia, 858. Conquista la Dalmazia, ivi. E la Sicilia, ivi. Per il valore e la buona condotta di Belisario s'impadronisce di Roma, di Ravenna e di tutta l'Italia, 867. Guerra a lui mossa da Cosroe re di Persia, 879. Chiama papa Vigilio a Costantinopoli, 912. Dalle Indie fa venire i vermi da seta, 931. Sua biasimevole prepotenza negli affari di religione, 938, 942. Manda in esilio papa Vigilio con altri vescovi, 950. Ne lo richiama, 957. Usurpa i diritti della Chiesa, 958. Vecchio trascura il governo, 967. Pace vergognosa da lui fatta coi Persiani, 973. Congiura contra di lui, per la quale deprime Belisario, 975, 976. Lo rimette, in sua grazia, 978. Suo editto contrario alla dottrina della Chiesa, 980. Depone e caccia in esilio Eutichio patriarca di Costantinopoli, ivi. Muove persecuzione contro tutti i vescovi a lui contrarii, e specialmente contro Atanasio patriarca di Antiochia, ivi. Tempo della sua morte, 981. Sua avarizia e rapacità, 982.
Giustiniano, pronipote di Giustiniano I Augusto, II, 928. Viene con una flotta in Italia, 929. Giunge in Dalmazia, 930. Spedito da Giustiniano Augusto con un'armata in soccorso di Audoino re de' Longobardi, 935. Generale dell'armi contro i Persiani, ne riporta molti vantaggi, 1025.
Giustiniano II imperadore, figlio di Costantino Pogonato, dichiarato Augusto e collega nello imperio, III, 63. Gli succede, 69. Sua pace con Abimelec califa de' Saraceni, 71. Da lui rotta ben tosto, 72. Sue sconsigliate risoluzioni contro i Barbari, 75. Infelicemente fa guerra ai Bulgari, 78. Rompe la pace co' Saraceni, 85, 88. Persecuzione da lui fatta a papa Sergio, 89. Sua tirannia, 92. Vien deposto, e, tagliatogli il naso, è confinato in Chersona di Crimea, 96. Suoi sforzi per ricuperare l'imperio, 118. È rimesso in trono, e sua crudeltà, 120. Sconsigliatamente fa guerra ai Bulgari, 128. Chiama a Costantinopoli papa Costantino, 130. Orrido scempio da lui fatto de' Ravennati, 131. Fa grande onore al papa, 133. Sua crudeltà contro il popolo di Chersona, 136. Gli è tolto regno e vita, 137.
Giustiniano Particiaco, ossia Participazio, è mandato dal padre a Costantinopoli, ove ottiene dallo imperadore Leone Armeno il grado e titolo di ipato, ossia console imperiale, III, 524. Associato dal padre nel ducato, ivi. Concede un privilegio a Giovanni abbate del monistero di San Servolo, 525. Succede al padre, 561. Manca di vita, 571.