Marziano, generale di Gallieno Augusto, I, 912, 931. Sua congiura contro esso imperadore, 933.

Marziano, suocero d'Alessandro Augusto, da lui creato Cesare, poi per invidia fatto uccidere, I, 774.

Mas-Aniello, capo della sollevazione di Napoli, VI, 1150. Dichiarato capitan generale del popolo, 1153. Fa una visita al vicerè, 1155. È ucciso, 1156.

Masceldel, o Mascezel, scappa dalla ribellione fatta dal fratello Gildone in Africa contro l'Augusto Onorio, e si rifugia in Italia alla corte imperiale, II, 337. Gildone gli fa uccidere due figli in vendetta, ivi. Va con una flotta contro il fratello, ivi. Si fa accompagnare in quella spedizione da molti romiti dell'isola Capraia, ivi. Secondo Paolino, confortato da un'apparizione di santo Ambrosio, 338. Sbaraglia le truppe del fratello, che fugge, ivi, 339. Torna a Milano, ove è accolto con molte carezze, 339. Fatto miseramente morire de Stilicone, ivi.

Massar, capo de' Saraceni, va in aiuto di Radelgiso principe di Benevento, III, 652.

Massenzio (Marco Aurelio Valerio), figlio di Massimiano Augusto, I, 1077. Proclamato Augusto in Roma, ivi. Rende vani i tentativi del nemico Galerio, 1084. Ricupera l'Africa, 1102. Sue enormi iniquità in Roma, 1104. Preparamenti da lui fatti contro Costantino, 1105. Sua armata da lui postata al Tevere, 1111. Nel qual fiume resta sommerso, 1113.

Massenzio, patriarca d'Aquileia, III, 561.

Massimiano (Marco Aurelio Valerio), creato Cesare da Diocleziano Augusto, I, 1013. Poi imperadore, 1015. Sue imprese contro i Germani, 1019. Sconfitto da Carausio, 1022. Crea Cesare Galerio, 1027. Sconfigge Giuliano tiranno, 1031, 1032. Vince i Marcomanni, 1049. Sua infame libidine, 1052. Depone l'imperio, 1064. Da che il figlio Massenzio fu proclamato Augusto, ripiglia la porpora, 1078. Inganna ed uccide Severo Augusto, 1082. Ricorre a Costantino, 1083. Indarno tenta di deporre Massenzio suo figlio, 1085. Ricorre a Galerio, ivi. Poi di nuovo a Costantino, 1089. Contra cui ordisce un tradimento, 1090. Altro suo tradimento, e sua morte, 1093, 1094.

Massimiano, mandato dal senato romano all'imperadore Onorio, perchè approvi la pace fatta dai Romani con Alarico re de' Goti, II, 394. Caduto in mano di essi Goti, è riscattato da Mariniano suo padre, ivi.

Massimiano, vescovo di Costantinopoli, II, 480.