Massimo Efesio, mago, maestro di Giuliano Apostata, II, 115. Chiamato da lui alla corte, 119. Dopo la morte dell'Apostata, dilegiato dal popolo d'Antiochia, 140. Condannato alla prigione dall'Augusto Valentiniano finchè avesse pagato una grossa pena pecuniaria, 148. È condannato a morte, 192.

Massimo (Magno Clemente), tiranno: sua origine, II, 241. Suoi costumi e sua ribellione, 242. Ucciso da' suoi uffiziali Graziano Augusto, 244. Pace da lui fatta con Valentiniano II Augusto, 249, 251. Fa da zelante della fede cattolica, 261. A lui da Valentiniano spedito santo Ambrosio per iscoprire i suoi disegni, 268. D'improvviso col suo esercito sbocca in Italia, 269. Occupa varie città, ed anche Roma e l'Africa, 271. Sue estorsioni e tirannie, 275. Rotta data da Teodosio Augusto alle di lui armate, 277, 278. Preso in Aquileia, e tolto di vita, 279.

Massimo, creato imperadore da Geronzio in Ispagna, II, 409. Degradato, 412. Risorge, 441. Preso ed ucciso, 448.

Massimo, sofista, creato conte da Teodosio II Augusto, II, 463.

Massimo (Petronio), uno de' senatori romani più ricchi e potenti sotto Valentiniano III, creato console II, 484. A lui attribuita la morte di Aezio, 5?3, 575. Si vendica d'un affronto fattogli da Valentiniano Augusto con farlo uccidere, 575. Si fa proclamare Augusto, 577. Gli è tolta la vita dall'infuriato popolo, 579.

Massimo (San), vescovo di Torino, II, 548.

Massimo, vescovo di Salona, II, 1111.

Massimo (San), abbate: sua disputa con Pirro, II, 1237. Condotto prigione a Costantinopoli, 1260. Gli vien tagliata la lingua per ordine di Costante Augusto, 1266. Passa a miglior vita, 1273.

Massimo, patriarca gradense, II, 1245.

Massimo, vescovo di Pisa, III, 152.