Obizzo, marchese d'Este figlio di Aldrovandino, ricupera Ferrara, V, 396. Scomunicato dal papa, 417. Va in aiuto di Cane della Scala, 443. Ritoglie all'arcivescovo di Ravenna la grossa terra d'Argenta, 444. Va a Verona alle magnifiche feste date da Cane della Scala, 478. Si riconcilia col papa, 483, 503. Fa lega contro Giovanni re di Boemia, 500. Va in aiuto di Mastino della Scala, 505, 506. Divien padrone di Modena, 530. Mediatore fra Mastino e i Fiorentini, 556. Colla morte del fratello suo Niccolò resta solo signor di Ferrara, 573. Compra Parma dai Correggieschi, ivi. Tradimento a lui fatto da Filippino Gonzaga, 574. Il quale poi gli muove guerra aperta, 579. Cede Parma a Luchino Visconte, 585. Sua morte e figliuolanza, 630.
Obizzo da Polenta, coi fratelli imprigiona il padre, V, 832.
Ocberto, od Olberto, vescovo di Verona, alcuni beni a lui decretati in confronto di Teodaldo, marchese di Toscana, avo della contessa Matilda, III, 1280.
Oddo Antonio, conte di Montefeltro e d'Urbino, succede al padre, V, 1162. Sua morte, 1171.
Odelberto, arcivescovo di Milano: libro de Baptismo da lui composto, III, 483.
Odelrico, marchese conte del sacro palazzo, III, 1005. Trama una ribellione contro l'imperadore Berengario, 1010. Ciò scoperto dall'imperadore, lo fa imprigionare da Lamberto, arcivescovo di Milano, ivi. Il quale poi lo mette in libertà, ivi. Mentre trattava coi compagni congiurati di chiamar Rodolfo II re della Borgogna in Italia, dalle truppe, mandate loro contro dall'imperadore, è ucciso, dopo aversi battuto da prode, 1011.
Odelrico, od Olderico, vescovo di Cremona: beni a lui confermati dall'imperadore Ottone III, III, 1236. Sedizione del popolo contro di lui, 1274. Diplomi di Ottone III in suo favore, IV, 18, 41. Sua morte, 83.
Odelrico, vescovo di Trento, IV, 81.
Odelrico, duca e marchese di Carintia; sua morte, IV, 342.
Odelrico, od Olderico, vescovo di Padova, dal papa Gregorio VII mandato in Germania come suo legato al congresso che dovea tenere l'imperadore Arrigo IV, IV, 391. Suoi privilegii confermati dallo stesso imperadore, 393.