Severo (Settimio), che fu poi imperadore, governatore di Lione, disperde le truppe del ribello Materno nelle Gallie, I, 612. Creato console, 616. Generale delle armi romane nella Pannonia sotto l'imperadore Commodo, 644. Si fa proclamare Augusto in Carnunto, ivi. Frettolosamente sen viene a Roma, 646, 647, 648. Suoi impieghi in gioventù, 649, 650. Suo pesante governo sui principii, 651. Suo regalo dato al popolo romano, 652. Funerale da lui fatto a Pertinace, ivi. Sua moglie e suoi figli, 653. Va contro Pescennio Negro, 654. Che da lui resta sconfitto ed ucciso, 658. Sua crudeltà contro i di lui partigiani, ivi. Nome di Settimia e Severiana da lui dato a Laodicea, 659. Pei molti aggravii da lui posti si rende odioso in tutto l'Oriente, ivi. Acquista Bisanzio, 662. Porta la guerra ai Parti, 663. De' quali riporta vittoria, ivi. Rifiuta il trionfo dal senato decretatogli, ivi. Vince l'armata di Clodio Albino, che poi resta ucciso, 668. Crudele contra i di lui aderenti, ivi, 669. Sua liberalità verso i soldati, 670. Sua crudeltà verso i nobili romani, 671. Muove nuovamente guerra a' Parti, 674. Assedia inutilmente Atra, ivi, 679. Saccheggia Ctesifonte reggia d'essi Parti, 676. Sua avarizia, 682. Comincia ad usare il titolo di Pio, 683. Dà la toga virile a Caracalla Augusto suo figliuolo, mentre era in Antiochia, 684. Passa in Egitto, ivi. Proibisce che alcuno possa abbracciare la religione cristiana e giudaica, ivi. Quinta persecuzione dei cristiani comandata da lui, ivi. Privilegii da lui concessi alla città d'Alessandria in Egitto, 685. Visita Menfi, le piramidi il Labirino e la statua di Mennone, ivi. Fabbriche da lui fatte innalzare in Bisanzio, 686. Arriva a Roma: trionfo e spettacoli suoi, 687. Sua lodevole maniera di vivere e giustizia, 697. Passa nella Gran Bretagna, 706. Dove termina i suoi giorni, 712. Deificato, ivi, 715.

Severo (Flavio Valerio), dichiarato Cesare, I, 1063. E poscia Augusto, 1075, 1078. Viene in Italia, mandato da Galerio Massimiano Augusto per abbattere il ribelle Massenzio, 1082. Sua morte, ivi.

Severo (Acilio), prefetto di Roma, sotto l'imperadore Costantino, I, 1172.

Severo, prefetto di Roma sotto l'imperadore Graziano, II, 234.

Severo o Severiano (Livio), patrizio congiurato contro Maioriano Augusto, II, 608. Creato imperadore dopo di lui, 609. Giugne al fine di sua vita, 618.

Severo, patriarca d'Aquileia, imprigionato da Smaragdo esarco, II, 1061. Accetta il concilio V, 1063. Poi ritorna all'errore, ivi. Sua morte, 1133.

Severo, vescovo d'Ancona, II, 1089.

Sforza (Attendolo), valente capitano: sua origine, V, 899, 923. Va al servigio de' Fiorentini, 935. Poi dei marchese di Ferrara, 959. Leva di vita Ottobuono de' Terzi tiranno di Parma e Reggio, 968. Va al servigio di Ladislao re di Napoli, 979. Fatto imprigionare da Pandolfo Alopo, favorito della regina Giovanna II di Napoli, 998. Liberato e creato gran contestabile del regno, ivi. Imprigionato dal re Jacopo della Marca, ivi. Torna in sua libertà ed al suo grado, 1006. Sua guerra contro Braccio da Montone, 1010. Sconfitto dai Napoletani, 1018. Sue battaglie con Braccio, 1022. Assedia Napoli, 1030. Torna in grazia della regina, 1041. E la difende contro il re Alfonso, 1045. Va per liberar l'Aquila dall'assedio, postovi da Braccio di Montone, 1048. Muore affogato nel viaggio, 1052.

Sforza, famiglia illustre che discese dal precedente. V. i loro nomi proprii.

Siagria, piissima donna: sua carità nel redimere gli schiavi, II, 719.