Poi che V. Ecc. mi scrive che 'l Commissario di Frignano è per venire prima a Ferrara che possa venir qui, io differirò di mandargli la lettera a lui direttiva,[287] finchè da V. Ecc. avrò altro avviso. Circa al salvocondotto che questo Genese diceva avere da' Signori Lucchesi, ho già provvisto sicchè non mi potrà ostare; nè per quanto intendo li Signori Lucchesi l'avevano fatto, ma l'officiale del luogo dove fu preso, il quale avrà pazienza.
Giorni sono V. Ecc. per un'altra sua mi commise ch'io comandassi a Porfirio e Polinoro da Vallico di venire a trovare V. Ecc., e così mandai subito li comandamenti al Potestà di qui che li mandasse a Vallico, ed oggi m'ha riferito di averlo fatto, e che Porfirio l'ha avuto in persona, quell'altro, cioè Polinoro, l'ha avuto alla casa. S'altro avrò da aggiugnere a V. Ecc., lo farò per altre lettere, che questa è lunga anche troppo: in bona grazia de la quale mi raccomando.
Castelnovi, VIII martii MDXXIV.
CXXXII
Agli Anziani della Repubblica di Lucca
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Li esibitori di questa sono poveri uomini di questa ducale provincia, li quali, per la gran carestia che è in questo paese, erano iti al Borgo, e avevano comprato tre some di farina di castagne; e, o fusse per ignoranza o per avanzarsi li denari della bolletta, caricaro le some senza altra licenza, e quando furo su quel di Gallicano s'incontraro per lor disgrazia nel Vicario, che loro levò la farina e le bestie; al quale caso, se V. S. per lor solita clemenza non hanno misericordia, li poveri uomini rimarranno disfatti e moriranno di fame. Io, astretto da' lor preghi e da compassione che ho alla povertade, scrivo questa a V. S., siccome a quelle nelle quali ho fiducia che non mi siano per negare alcuna grazia ch'io loro dimandi, e che appresso conosco clementissime e di pietade piene; così le prego che abbino questi poveretti per raccomandati, e siano contente di donare e fare loro elemosina di questo, che per avere disubbidito alli ordini di V. S. debitamente arebbeno perduto: in buona grazia delle quali medesime mi raccomando.
Castelnovi, 17 martii 1524.
CXXXIII
Ai medesimi
Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Perchè noi siamo per fare la fiera qui a Castelnuovo, e pure si va ragionando che in qualche loco verso Roma e per le maremme è sospetto di peste, e perchè mi rendo certo che V. S. ne siano informatissime, le prego che siano contente di avvisarmi come passano le cose, e da che luochi si avemo a guardare; e quando la cosa fusse pericolosa, seranno pregate di far fare una grida, che nessuno, che venga senza bolletta e fede della sanità, serà accettato a Castelnuovo: e con buona grazia di V. S. mi raccomando. Castelnovi, 28 martii 1524.