Ai medesimi

Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Già sono molti giorni e mesi passati, che, essendo ad instanza delli uomini di Gello stato ritenuto a Lucca uno delli nostri uomini delle Fabriche, il mio illustrissimo signore scrisse a V. S. quanto per la annessa copia esse si potranno ricordare; e V. S. furno contente farlo rilasciare, e parve che ponesse silenzio a questa differenza, perchè da quel tempo in qua non se n'è poi sentito altro. Or di nuovo mi riferiscono li nostri uomini di Valico di sotto, che pure per tal causa e per la medesima instanza uno delli suoi uomini è stato sostenuto al Borgo: per questo mi è paruto, più presto che consentire a loro volontà che dimandavano di fare ripresaglia d'alcuno delli sudditi di V. S., di ricordarli con questa mia, quanto questa cosa sia per dispiacere allo illustrissimo Signor mio, quando la intenda, e pregare e domandare di grazia a V. S., delle quali sono deditissimo, che siano contente di commettere che questo nostro sia subito relassato, e commettere alli suoi uomini di Gello, che desistano da questa impresa; e più presto quietamente e di concordia è da trattarla con lo illustrissimo Signore mio, che di nuovo si facci rivedere questa causa; chè, per quello che già fu fatto, sua Eccellenza si tiene avere riceputo torto, e il suo commissario non si portasse molto bene. Di questo prego di nuovo V. S., alle quali sempre mi raccomando.

Castelnovi, ultima octobris 1524.

CLX

Ai medesimi

Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Ricercato da questi mercatanti reggiani, li quali desidereriano intrare in Lucca, fo fede a V. S., come quasi ogni giorno ho lettere dal capitano di Reggio, e da' miei amici particolari, che mi avvisano di ogni cosa che accade in quella terra, e non sento, per lettere che vengono di là nè per persone, che vi sia alcuno sospetto nè pericolo di peste. Altro non occorre: a V. S. mi raccomando.

Castelnovi, 8 novembris 1524.

CLXI

Ai medesimi

Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Io non ho dal signore Duca mio avviso alcuno di questo passaggio del Duca di Albania, nè da un commissario di sua Eccellenza che intendo essere con il detto Duca d'Albania, e me ne maraviglio forte. Dalli uomini di Silano, per lettere e per relazione a bocca di 3 delli miei che vi ho mandati a posta, ho inteso come iersera a ore due di notte arrivò a Silano uno terriero del detto Duca, che domandava vettovaglia per 14m. persone tra piedi e cavallo; e che questa sera, che serà alli 30 di decembre, arrivaranno a Silano. Ora io mando due altri nomini per avere più chiara informazione; e a V. S. mi raccomando.