Io son per finir di riveder il mio Furioso: poi verrò a Padova per conferire con V. S., e imparare da lei quello che per me non sono atto a conoscere. Che Dio conservi sempre.
Ferrara, alli 23 febraro 1531.
Di Vostra Signoria Servitore,
Lodovico Ariosto.
Fuori — Al Reverendiss. Monsignor Pietro Bembo.
CLXXVI (inedita)[305]
Al conte Nicolò Tassone d'Este[306]
Signor Conte mio hon.mo Vostra Signoria non si gravarà s'io le darò fatica, chè l'humanità sua verso di me mi daria ardire di affaticarla in molto maggior cosa di questa, con fidutia che non meno la faria volentieri che io haveria piacere ch'ella lo facesse. Io vorrei stampare di nuovo il mio Orlando furioso acciò che io gli emendassi molti errori, che, oltra quelli che per poco diligentia vi ho fatti io, hanno fatto ancora li stampatori; et anche vi ho fatto alcune aggiunte che spierò che non spiaceranno a chi le leggerà. Et perchè vorrei essere sicuro che li stampatori non l'havessino a stampare contra mia volontà, prima ch'io lo stampisca, ho ottenuto da quasi tutte le potentie d'Italia che finachè viva nessuno lo possa stampare senza mia licentia. Io vorrei ancho ottenere il medesimo da l'Illu.mo Sig.r Duca di Milano, et così prego Vostra Signoria che sia contenta d'impetrarmi questa gratia da Sua Excellentia, et acciò sia informata di quello che vorrei, le mando qui annessa una copia de la lettera che circa questo mi ha fatto il Sig. Duca di Mantova.[307] Di questo io la priego strettamente, alla quale mi offro et raccomando sempre, e la prego che mi raccomandi in bona gratia del Sig. Conte Massimiano.[308]
Ferrariae, XIX iunii 1531.
Di Vostra Signoria
Ludovico Ariosto.